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Elezioni 2018, Esposito (Pd): «Di Maio sbaglia apposta i congiuntivi per apparire più vicino alla gente»


 

«Di Maio sbaglia apposta i congiuntivi per apparire più vicino alla gente». L’uscita del senatore Pd Esposito pare una barzelletta, invece sono parole pronunciate davvero in diretta radio

Parlamentarie M5s

«Di Maio sbaglia apposta i congiuntivi per apparire più vicino alla gente». L’uscita del senatore Pd Stefano Esposito sul candidato premier del Movimento 5 Stelle è di quelle che paiono quasi barzellette. Invece è tutto vero ed è accaduto in diretta radio, stamattina, ai microfoni di ECG, il programma condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio su Radio Cusano Campus, l’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano. Esposito ha peraltro parlato anche di cose più serie, come la sentenza di condanna dell’ex sindaco di Roma Ignazio Marino e il caso Renzi-De Benedetti.

Luigi Di Maio e gli scivoloni grammaticali

Ecco cosa ha detto il senatore dem Stefano Esposito a proposito degli scivoloni grammaticali di Di Maio: «Cosa ho pensato quando ho sentito il congiuntivo sbagliato di Di Maio? Stavolta ha fatto uno strafalcione, ma secondo me lui qualche volta sbaglia di proposito, per stare in sintonia con la maggioranza degli italiani che non conosce più il congiuntivo. Lui sbaglia volontariamente il congiuntivo per far sentire più vicini quelli che hanno difficoltà con il congiuntivo. Questa è una mia tesi da parecchio tempo. E’ una strategia studiata per farlo sentire vicino alla normalità delle persone».

Ignazio Marino e gli scontrini

Sulla sentenza che condanna l’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino, a due anni per la vicenda scontrini, Esposito: «Non dico nulla, sono garantista, credo che le sentenze vadano rispettate. In questi ultimi anni ho ricevuto almeno un milione di insulti per la vicenda Marino e siccome li ho incassati tutti oggi credo che la cosa giusta sia il silenzio».

Il caso Renzi-De Benedetti

Sul caso Renzi-De Benedetti: «Mi sono appassionato poco a incrociare le date, ma in quei giorni, io che sono un semplice parlamentare, ricevevo telefonicamente e anche dentro i corridoi del senato le richieste di lobbisti responsabili delle relazioni istituzionali di banche che fermavano i parlamentari per chiedere se il decreto sarebbe passato. Io rispondevo a queste persone dando le informazioni di cui disponevo. Se De Benedetti ha fatto una telefonata a Renzi per chiedere del decreto non vedo quale sia il problema. Se poi De Benedetti ha fatto delle operazioni speculative deve risponderne lui».

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