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Elezioni 2018, Luigi Di Maio e il dopo voto: alleanza M5S-Lega, fantapolitica o scenario possibile?

Al Movimento 5 Stelle “Non resta che la prospettiva più praticabile […] l’intesa con la Lega Nord, sul modello di Alexis Tsipras che per formare un governo in Grecia si è alleato alla destra di Anel.”. L’edizione online de La Stampa pubblica oggi un retroscena che vede protagonista Luigi Di Maio, candidato premier M5S ed il suo staff ristretto. Si parla sempre più apertamente di una possibile alleanza con la Lega di Matteo Salvini. «Sono i numeri che ci costringono», avrebbe detto, secondo il quotidiano torinese, il leader pentastellato.

M5S alleanza con la Lega, fantapolitica o scenario possibile?

Ma è davvero possibile uno scenario simile? Nel giorno in cui il fondatore del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo segna la distanza dalla sua creatura con il lancio del suo nuovo blog, leggere di possibili alleanze dei pentastellati con altre forze politiche fa meno impressione. A parte l’operazione nuovo blog di Grillo, che ai più attenti pare più una mossa economico-legale che altro, per regolarizzare una situazione anomala e tenere il Movimento al di fuori dagli affari personali del comico, le scelte politiche del M5S non sono più da tempo un affare di Grillo.

Beppe Grillo conta ancora, eccome. Ma il clima idilliaco raccontato dal post di Luigi Di Maio nel giorno della presentazione del nuovo simbolo del M5S e del Blog delle Stelle non convince. «Anche quando sai che non ci sono i numeri, sai che è un’impresa impossibile, riuscire ad andare avanti è essere coraggiosi», dice Grillo nel video di presentazione del suo nuovo blog. Ma concordiamo con Ilario Lombardo, quando sull’edizione web de La Stampa scrive:

“Ma in fondo Grillo è uno che dice di voler andare «in cerca di visioni e di folli, di quell’utopia che ti porta ad andare avanti». È quello che era il M5S prima che Di Maio lo portasse nell’età adulta della politica, dove invece per andare avanti i numeri servono eccome.”

Il giorno della presentazione del simbolo Di Maio aveva parlato anche del dopo voto e di possibile alleanze, affermando: «Se non dovessimo aver raggiunto la maggioranza assoluta, faremo un appello pubblico a tutti i gruppi e chiederemo di dare un Governo a questo Paese sui temi». E allora, sui temi, la distanza con la Lega potrebbe non essere eccessiva, almeno su quelli fondamentali per dare un governo efficiente al paese.

M5S e Lega, più vicini di quel che si pensa

Ma Movimento 5 Stelle e Lega sono più vicini di quel che si pensa su molte cose. Vediamo solo alcune posizioni a confronto, ma sui temi centrali in questo momento per l’Italia.

  • Fisco e crescita economica – Sulla questione del debito pubblico sia Lega che M5S vogliono rivedere gli accordi con la Ue e poter eventualmente “sforare” il tetto imposto dall’Europa per permettere al paese di crescere. Sul fisco la ricetta dell’M5S è “Riduzione delle aliquote Irpef, niente tasse per redditi fino a 10mila euro, manovra choc per le piccole e medie imprese, riduzione del cuneo fiscale e riduzione drastica dell’Irap, abolizione reale degli studi di settore, dello split payment, dello spesometro e di Equitalia, inversione dell’onere della prova: il cittadino è onesto fino a prova contraria”. Del tutto simile a quella della Lega che sul fronte economico propone: “meno tasse (no imposta su donazioni, successione, prima casa e primo bollo), meno burocrazia, Flat Tax, pagamento immediato debiti PA, chiusura Equitalia con pagamento rimandato a enti locali, abolizione limite uso contante, difesa delle aziende italiane e del Made in Italy, piano per il Sud e uso dei fondi europei per azzerare gap infrastrutturale”.
  • Immigrazione – Di Maio vuol mettere uno stop a quello che chiama “business dell’immigrazione”, la Lega vuol chiudere del tutto le frontiere (blocco degli sbarchi e respingimenti assistiti) e rimpatriare tutti i clandestini.
  • Lavoro. welfare e pensioni – Qui la Lega propone “l’azzeramento della riforma Fornero, l’aumento delle pensioni minime e assegno anche alle mamme, raddoppio pensioni minime di invalidità, assegni familiari più consistenti in proporzione al numero dei figli”. L’M5S dal canto suo propone il piano “smart nation”, con “investimenti per creare nuove opportunità di lavoro e nuove professioni, investimenti in nuova tecnologia, internet delle cose, auto elettriche, digitalizzazione PA”, che secondo i pentastellati dovrebbe portare l’occupazione a crescere subito. Poi propongono reddito di cittadinanza per chi è senza lavoro e la “pensione di cittadinanza mai più sotto i 780 euro”.

Insomma, vi paiono posizioni così distanti? A noi no.

Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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