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Elezioni 2018 news, Berlusconi a Non è L’Arena attacca Renzi: “Ha chiuso con il comunismo, ma Pd senz’anima”

Silvio Berlusconi, ospite su La7 di Massimo Giletti in occasione del programma televisivo Non è L’arena in onda la domenica sera a partire dalle ore 21, coglie l’occasione per attaccare Matteo Renzi. Continua il dibattito elettorale in vista delle elezioni politiche 2018 e il Cavaliere individua nel segretario del PD il principale avversario. Ecco cosa ha rivelato Silvio Berlusconi negli studi di Non è l’arena.

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Elezioni 2018 news, Berlusconi a Non è l’Arena attacca Renzi

Silvio Berlusconi da Giletti afferma come: “Renzi ora è accusato di aver portato il Pd al 21% per il suo cattivo carattere, ma ha un merito: ha chiuso con la tradizione comunista del suo partito, ma non ha dato un’anima al Pd che ormai è una scatola vuota che si riempie solo con aspirazioni di potere”.

Il Cavaliere, al contempo, chiude a un possibile Governo Bis di Gentiloni seppur lui abbia: “Sempre parlato bene di Gentiloni, ha un buon tratto ha simpatia ed una certa eleganza espositiva. Questo il mio giudizio su Gentiloni come uomo. Come premier, invece, il parere è negativo perché ha continuato in linea con i suoi predecessori di sinistra”.

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Elezioni 2018 news, Berlusconi incandidabile

A Non è L’arena, Silvio Berlusconi ha confermato la propria incandidabilità ed ha ammesso come, in caso di vittoria alle elezioni politiche 2018, lui non potrà: “Essere né ministro né premier perché sono incandidabile, ma siccome si è deciso insieme con Salvini che la prima forza del centrodestra indicherà il presidente del Consiglio ed i sondaggi dicono che la prima forza siamo noi, il premier lo indicherà Forza Italia, ma il nome non posso dirlo adesso”.

Berlusconi e la deriva comunista

Infine, negli studi di La7, il Cavaliere ammette: “Non ho nessuna passione anzi la politica ed i suoi professionisti mi fanno schifo. Mel 94 c’era il pericolo comunista ora c’è un pericolo ancora più grave e cioè che vada al governo una setta pauperista e ribellista come il M5s. In tutti i Paesi c’è questa contrapposizione tra moderati e populisti. In Ue guardano con preoccupazione in Italia sperando che Berlusconi e Forza Italia siano un argine alla conquista dei grillini”.

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