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Elezioni 2018 news programma elettorale Pd, Renzi: “Non spariamo cifre a caso, no al Reddito di Cittadinanza”

Nella giornata di ieri il Partito Democratico ha presentato il suo programma elettorale in vista delle elezioni 2018 che si terranno in data 4 marzo.  A illustrare i contenuti, all’interno dell’Opificio Golinelli di Bologna, è stato il responsabile del programma, Tommaso Nannicini. Tutti gli interessati hanno potuto ascoltare – e possono ancora farlo – grazie alla diretta Facebook del Partito Democratico.

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Elezioni 2018 news, Renzi: “Non spariamo cifre a caso”

“Non spareremo cifre a caso come 100 miliardi per il reddito di cittadinanza. Noi diamo incentivi per assumere. Il reddito di cittadinanza è un incentivo per licenziare”, ha affermato Renzi a proposito di una delle proposte economiche centrali dell’M5s. Quanto alla Flat tax – cavallo di battaglia del centrodestra – l’ex premier ha detto: Che senso ha “abbassare le tasse ai miliardari? Perché abbassare le tasse a chi guadagna tanti soldi e non a chi fatica ad arrivare alla fine del mese?”.

Programma elettorale Pd: le proposte economiche per i figli

L’estensione di 80 euro per ogni figlio fino a 18 anni. “Abbiamo restituito 80 euro a chi guadagna meno di 1500 euro – ha sottolineato Renzi -, l’obiettivo è estendere questo provvedimento per ogni figlio fino ai 18 anni. Nessuna legge di bilancio che faremo dovrà costare di più delle precedenti”.

Una misura universale da 240 euro al mese per ogni figlio. Si tratta di “un unico sostegno universale alle famiglie. Una misura fiscale unica (in grado di raggiungere anche gli incapienti sotto forma di assegno) che preveda 240 euro di detrazione Irpef mensile per i figli a carico fino a 18 anni e 80 euro per i figli fino a 26 anni”. Il costo è pari a 9 miliardi. Varrà “per tutti, da zero fino a 100 mila euro l’anno”. Inoltre si propone “uno strumento triennale di 400 euro al mese per ogni figlio fino ai 3 anni”, per nido o baby sitter. Vale 1,1 miliardi.

Programma elettorale Pd 2018: riduzione del costo del lavoro

La riduzione del costo del lavoro attraverso un taglio strutturale di 4 punti dei contributi (dal 33% al 29%), ma anche una “buonuscita compensatoria” per i contratti a tempo determinato che non vengono stabilizzati. “Il lavoro a tempo indeterminato – si legge – vale di più, deve costare di meno”. Prevista anche “una tessera gratuita di sei mesi per viaggiare sui treni per chi perde il posto di lavoro”. E ancora: una “patente fiscale a punti” con una serie di “vantaggi, tributari e non” per chi paga correttamente le tasse.

 

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