di Andrea Monaci in ,

Elezioni 2018, Di Pietro: «Mi candido per il Molise, se Liberi e Uguali e Pd non mi accettano male per loro»


 

Elezioni politiche 2018, Antonio Di Pietro annuncia: «Mi candido in Molise». Poi parla delle forze politiche in campo, riservando stoccate a Berlusconi e M5S

Chi pensava che Antonio Di Pietro, l’ex Pm di Mani Pulite, si fosse ritirato definitivamente a vita privata dovrà ricredersi. Il fondatore dell’Italia dei Valori ha infatti ufficializzato oggi la sua intenzione di candidarsi. «Mi stanno tirando per la giacchetta – ha detto oggi intervenendo ai microfoni di Radio Cusano Campus – voglio candidarmi nel mio Molise, come indipendente, nell’area maggioritaria, per poter alla fine, nell’ultima parte della mia vita, pensare al mio Molise».

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La richiesta di sostegno a Liberi e Uguali e Pd

«Pd o Liberi e Uguali? Spero da indipendente che possano votarmi entrambi, perché sono due fratelli coltelli che però sempre coltelli sono». Non va per il sottile Di Pietro nell’analizzare lo scenario elettorale a sinistra. Riferendosi a Liberi e Uguali e Pd dice ancora: «Fondamentalmente sono la stessa cosa, al di là dei rancori personali. Io mi candido nel Molise nel maggioritario, se poi non mi accettano male per loro. Voglio tornare a fare qualcosa per il Molise nell’ultima parte della mia vita».

Su Berlusconi, Maroni e l’M5S

Antonio Di Pietro ha detto la sua anche a proposito della scritta “Berlusconi Presidente” inserita nel simbolo di Forza Italia. «Una furbata – ha detto l’ex magistrato – non illecita ma immorale. Lui non potrà mai fare il presidente del consiglio, è un condannato in via definitiva. E’ una furbata alla Berlusconi-maniera per mandare un messaggio a chi abbocca».

Su Roberto Maroni, ritiratosi dalla corsa alla presidenza della Regione Lombardia: «E’ una persona che ha fatto esperienza, si può condividere o no, io in Lombardia non lo avrei votato, ma non lo critico, rispetto l’equilibro con cui ha amministrato anche se non condivido la sua politica».

Di Pietro ne ha anche per il Movimento Cinque Stelle: «Una volta nessuno si poteva candidare con un avviso di garanzia – dice – poi si potevano candidare lo stesso anche se ce l’avevano, poi si potevano candidare lo stesso anche con il rinvio a giudizio, poi si potevano candidare lo stesso anche con una condanna in primo grado. E’ diventato un partito, lo era da sempre, lo è sempre stato. Dobbiamo vedere cosa sanno fare concretamente. Opposizione l’hanno fatta molto bene, dove sono andati al Governo hanno fatto un po’ cilecca. Pensare di andare al Governo dicendo ‘facciamo tutto noi perché siamo i migliori’ mi fa un po’ paura».

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