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Elezioni 2018, Renzi a 1/2 Ora apre a Gentiloni Premier: “Potrà giocarsi le sue carte in futuro”

In vista delle elezioni 2018 apre all’ipotesi di Paolo Gentiloni premier e sulle larghe intese chiude a possibili alleanze con “gli estremisti”. Così Matteo Renzi negli studi Rai di  ‘In 1/2 ora in più’ insieme al ministro dell’Interno Marco Minniti. Il leader del Pd torna anche sull’appello fatto ai cattolici nella mattinata di ieri, ovvero evitare il voto al centrodestra poiché basato su programmi estremisti. “Perché – evidenzia il leader dei DEM – ci sono 70 seggi in bilico.” Dalla Annunziata, comunque, Renzi dà un’apertura a Paolo Gentiloni futuro Premier:  “Il premier potenziale – dice il leader del Pd – lo decide il presidente della Repubblica. Ma chi ha fatto il presidente del Consiglio come Paolo Gentiloni è chiaro che potrà giocarsi le sue carte anche in futuro. Ma noi non litigheremo mai anche perché a sinistra litigano già abbastanza gli altri”.

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Renzi a 1/2 Ora in più chiude a Berlusconi: “No larghe intese”

“La stabilità del Paese – dice ancora Matteo Renzi – non vale l’accordo con gli estremisti. Non c’è nessuna stabilità possibile se dai il controllo del Paese agli estremisti”. Alla domanda dell’Annunziata su un possibile accordo con Berlusconi, Renzi sentenzia: “Non faremo assolutamente l’accordo con gli estremisti”. E a Lucia Annunziata che gli chiede se invece delle larghe intese sarebbe disponibile a un governo di unità nazionale, replica: “La distinzione delle formule non la capisco”.  Gli accordi di governo dopo il voto “dipenderanno dal risultato. Ci sono 70 seggi borderline, dipendono da un uno o due per cento, stando ai sondaggi. Ecco perché lancio un appello da un lato al voto moderato perché non si faccia ostaggio di Salvini, dall’altro alla sinistra radicale perché ogni voto al partito di D’Alema paradossalmente aiuta Salvini”.

Elezioni 2018, la campagna di Renzi indebolisce i “suoi”?

L’Annunziata, inoltre, ha chiesto a Renzi se lui non pensa che la campagna elettorale di un segretario da una parte e dei ministri dall’altra indebolisca il Pd? “Non lo penso: Gentiloni, Minniti, Delrio, Orlando, facevano parte del mio governo. Nessuna polemica con i ministri: anzi sono grato a Minniti perché se in questi anni siamo riusciti a fare tanti eventi senza un solo incidente, vuol dire che l’Italia è forte e la qualità della sicurezza è superiore a quella di altri Paesi”.

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