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Elezioni 2018 risultati, Matteo Renzi si è dimesso da segretario del Partito Democratico

18:37 – Renzi chiude: “Chi ha la forza per governare, governi.”

18:29 – Renzi: “Ci sono tre elementi che ci separano da Salvini e Di Maio: anti-europeismo, anti-politica e utilizzo dell’odio verbale che hanno utilizzato nei confronti del Partito Democratico. Se noi siamo questi, lì ci hanno chiesto di stare i cittadini cristiani perché il Pd è responsabile: saremo responsabili per continuare all’opposizione. Sono orgoglioso del risultato ottenuto a Firenze ieri. Nel 2018 mi sono ripresentato per la 14esima volta ai fiorentini: lì mi sono candidato ed è impressionate perché continuino a votarmi e abbiano sentito il bisogno di farmi sentire ancora questo affetto commovente. Semplicemente a fare quello che dobbiamo fare: politica sul territorio, strada su strada, recuperare il rapporto con tutte le periferie e non solo quelle geografiche ma quelle della quotidianità.”

18:26 – RENZI LASCIA IL PARTITO DEMOCRATICO “Come previsto dallo Statuto convoca una fase congressuale. Questo accadrà al termine delle consultazioni di Mattarella. Con questa tempistica sarò praticamente chiaro: “Non credo che sia possibile evitare un confronto vero dentro il Pd su ciò che è accaduto. In questa campagna elettorale, in questi mesi, in questi anni.”

18:25 – Renzi: “Il contrasto di Pesaro: lì il centrosinistra ha cambiato un ministro che ha fatto un lavoro straordinario difronte a quello che era il principale problema al Governo Gentiloni – l’immigrazione – questo ministro, Marco Minniti, ha saputo cambiare la percezione del problema e anche la sostanza della soluzione del problema con un lavoro che gli viene riconosciuto dagli avversari. Quel che è successo a Pesaro, candidato del 5 Stelle impresentabile, non per definizione giornalistica o nostra, per il Movimento 5 Stelle, quel candidato andato in vacanza perché considerato impresentabile ha avuto la meglio contro ogni valutazione di merito. Simbolo di campagna elettorale.”

18:23 – Renzi: “Noi abbiamo compiuto errori, bisognava votare in una delle due finestre del 2017 in cui si sarebbe potuto imporre l’agenda Europea ove noi fossimo stati capaci di votare in quel periodo l’agenda della politica italiana sarebbe stata esattamente come accaduto in Olanda, Francia e Germania: centrata sulle questioni dell’appartenenza europea. In questa campagna elettorale è come se non avessimo mostrato l’anima delle cose fatte e di quelle che avremmo voluto fare. Nel 2014 incanalare quel sostegno e oggi non ci siamo riusciti: comprendiamo il risultato deludente.”

18:21 – Renzi: “Sconfitta netta, senza attenuanti. Si tratta di un lavoro strepitoso quello che abbiamo fatto, ma è una sconfitta chiara ed evidente. Oggi la situazione politica, chi ha vinto politicamente le elezioni, non ha i numeri per governare. Chi è intellettualmente onesto che questo problema nasce dalla vicenda di un anno e mezzo fa: la vicenda referendaria. Si è discusso di personalizzazioni referendarie ma non di come coloro i quali si sono opposti a quella riforma sono vittime di quello stesso marchingegno.”

18:05 – Caos tra i dem dopo la sconfitta, l’addio del segretario dem Matteo Renzi sembrava questioni di minuti ma ora slitta l’attesa conferenza stampa che era stata ufficialmente convocata alle 17 al Nazareno per l’analisi del voto, ma che avrebbe quasi certamente portato con sé l’annuncio delle immediate dimissioni. Renzi da ore è chiuso nel suo ufficio insieme ai fedelissimi, e ora l’uscita pubblica è prevista alle 18.

17.48 – Tra pochi minuti inizia  la conferenza stampa di Matteo Renzi. Forti ritardi dal Nazareno. Alle ore 18 parlerà il segretario del Pd.

16:18 – Secondo quanto riportato da Alessandra Sindoni di La7, in diretta dal Nazareno di Roma, la conferenza stampa di Matteo Renzi potrebbe slittare anche di qualche ora.

Elezioni 2018 risultati, Matteo Renzi in conferenza stampa

I risultati delle Elezioni 2018 hanno decretato la sconfitta di Matteo Renzi: il segretario del Partito Democratico, dopo esser stato Presidente del Consiglio, aver perso il Referendum Costituzionale del 4 dicembre 2016, esser tornato in campo per le politiche del 4 marzo 2018, porta a casa un risicato 18%. Una sconfitta sotto ogni punto di vista che potrebbe portare il leader del Partito Democratico a rassegnare le dimissioni – per la seconda volta in quindici mesi – dalla carica di segretario del Partito Democratico. Appuntamento dalle ore 17 al Nazareno di Roma, sede del Pd.

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