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Elezioni 2018 risultati: nessuna maggioranza in Parlamento, gli scenari dopo il voto

Le elezioni politiche del 2018 ci stanno consegnando (lo scrutinio è ancora in corso, qui i risultati in tempo reale) un Parlamento senza maggioranza. Cosa succederà ora dopo il voto? Anche se è molto presto per scenari definitivi, si può iniziare a sgombrare il campo da alcune ipotesi improbabili. Al momento appare assai improbabile, dopo il disastroso risultato elettorale, che il Partito Democratico si presti a qualsiasi ipotesi di governo di “responsabilità”, chiunque sia dall’altra parte a proporlo. Il risultato della Lega, invece, sgombra il campo da qualsiasi dubbio sulla responsabilità della guida di un eventuale governo del Centrodestra, che spetterà al leader della Lega Matteo Salvini.

Incarico al Movimento 5 Stelle

L’ipotesi più probabile al momento, considerato il risultato del Movimento 5 Stelle nel voto proporzionale, è che l’incarico di formare il Governo venga proprio affidato a Luigi Di Maio e soci. Il problema per loro è dove trovare in Parlamento quel centinaio di voti che (stando alle stime sull’assegnazione dei seggi ancora molto incerte), servirebbero al M5S per avere la maggioranza alla Camera (al Senato sarebbero sufficienti trenta o quaranta voti). Di Maio ha sempre sostenuto di voler chiedere supporto soltanto sulla base dei punti programmatici del M5S, senza alcun tipo di concessione. Posizione che rende difficile se non impossibile qualsivoglia dialogo. Attendiamo la prima conferenza stampa del leader pentastellato per capire se ci sono novità rispetto a questa posizione oppure se il buon risultato del Movimento 5 Stelle l’ha ulteriormente cristallizzata.

Incarico al Centrodestra, quindi a Salvini

L’incarico al Centrodestra, quindi al leader della lega Matteo Salvini, al momento appare un’ipotesi remota. Salvo miracoli che lo spoglio ancora in corso non lascia intravedere, il Centrodestra non avrà la maggioranza dei seggi, quindi se la prassi costituzionale viene rispettata l’incarico di provare a formare un governo spetta alla forza politica che ha raccolto il maggior numero di voti nel proporzionale, quindi al Movimento 5 Stelle e non alla Lega.

Pd ago della bilancia

Il Pd nonostante la batosta elettorale rischia di essere l’ago della bilancia. La sua ottantina di seggi stimati alla Camera, un’autentica debacle rispetto al 2013, sarebbero proprio quelli necessari al Movimento 5 Stelle per dar vita al suo primo governo. Ipotesi del tutto esclusa prima del voto da Matteo Renzi: ma oggi che il segretario del Pd si trova ad un passo dalle dimissioni dopo il disastro elettorale, gli scenari interni ai democratici potrebbero mutare sensibilmente, così come la linea da tenere nell’eventualità di un tentativo di formazione di un esecutivo M5S.

Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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