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Elezioni 2018 risultati uninominali: harakiri della sinistra, pesanti sconfitte per D’Alema, Fedeli, Minniti e non solo

Elezioni 2018, neanche i risultati degli uninominali fanno sorridere il Partito Democratico e il resto della sinistra. Il successo ottenuto dal Movimento 5 Stelle a livello nazionale si riflette inevitabilmente nel dettaglio delle sfide dei collegi uninominali. Il primo dato che risalta all’occhio è la sconfitta – su tutta la linea – dei ministri del governo Gentiloni, che per quasi la metà, non riescono a vincere la sfida nel loro collegio. Occhi puntati sui collegi uninominali ‘caldi’, quelli dei dirigenti di partito che cercano una conferma e che sono ancora in gioco. Tra le poche note liete per il centrosinistra, il largo successo di Paolo Gentiloni nel suo collegio romano: il premier ha superato il 40% staccando di oltre dieci punti l’antagonista di centrodestra, Luciano Ciocchetti fermo al 30,9. Angiolino Cirulli del Movimento cinque stelle è al 16,7%.

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Elezioni 2018 risultati uninominali: debacle D’Alema

Un dato clamoroso – relativo ai risultati uninominali delle Elezioni 2018 – arriva da Nardò in Puglia, dove Barbara Lezzi alla guida della corsa M5s ha conquistato il seggio nel collegio uninominale, battendo il candidato di centrodestra Luciano Cariddi ma anche due sfidanti considerati big: Teresa Bellanova per il Pd e soprattutto Massimo D’Alema, schierato da Leu, con una percentuale che si ferma al 3,9%, poco sopra la media regionale presa dal partito di Grasso, ed è ultimo tra i candidati. Male anche Grasso, nella sua Palermo, dove non supera il 6%. Per quanto riguarda il Pd, a Firenze Matteo Renzi conquista il seggio senatoriale con il 44% e ampio distacco sul candidato del centrodestra Alberto Bagnai. Maria Elena Boschi è nettamente avanti a Bolzano: oltre il 45% contro il 23 di Michaela Biancofiore.

Elezioni 2018 risultati uninominali: sconfitta senza attenuanti per Minniti

Marco Minniti, ministro dell’Interno, ha avuto la peggio nel collegio uninominale di Pesaro per la Camera. Il capo del Viminale è arrivato terzo con il 27.89%. A scrutinio quasi completato (260 sezioni su 268) vince Andrea Cecconi, del Movimento Cinque Stelle che ha preso il 34,8% dei voti. Per Minniti, la beffa è davvero atroce: battuto da una sorta di non-candidato e anche da Anna Maria Renzoni (31,5%) del centrodestra, che aveva in parte giustificato il raid di Macerata di Traini. Schiaffo al Pd anche a Ferrar dove Dario Franceschini, ministro della Cultura uscente e figura di spicco del Pd, è stato battuto nel suo collegio uninominale di Ferrara. Con 328 sezioni chiuse su 330, la vincitrice è infatti Maura Tomasi del centrodestra, che sfiora il 39,7% dei voti. Franceschini ha raccolto invece il 29,1%.

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