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Elezioni 2018, Salvini a Milano giura da Premier con il Vangelo: “Andiamo al Governo, saremo la prima forza politica”

Il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha giurato fedeltà alla Repubblica, fingendo di essere nominato premier al Quirinale, chiudendo il comizio in piazza Duomo in occasione della manifestazione tenutasi ieri 25 febbraio 2018. A una settimana dal voto, così, Salvini si dice pronto a impegnarsi e: “Giuro – ha detto – di essere fedele al mio popolo, a 60 milioni di italiani, di servirlo con onestà e coraggio, giuro di applicare davvero la Costituzione italiana, da molti ignorata, e giuro di farlo rispettando gli insegnamenti contenuti in questo sacro Vangelo. Io lo giuro, giurate insieme a me? Grazie, andiamo a governare e a riprenderci questo Paese.”

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Elezioni 2018, Salvini attacca Renzi e la sinistra in piazza a Roma

Matteo Salvini, in piazza a Milano, ha attaccato anche la sinistra: “Mi chiedo se questo antifascismo rabbioso, sfogato nelle piazze a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione per vincolare il dissenso combattendo un nemico inesistente mentre il consumismo moderno logora una società già moribonda”. Citando Pier Paolo Pasolini, il candidato premier della Lega, Matteo Salvini, ha attaccato i partiti che hanno preso parte alle manifestazioni antifasciste, durante il suo comizio. l presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ex segretario della Lega Nord, non si è presentato alla manifestazione del Carroccio in piazza Duomo, a Milano, dove il segretario del partito, Matteo Salvini, ha detto di essere sicuro che “il 4 marzo sarà premiata la forza e il coraggio della Lega che sarà la prima forza del centrodestra”.

Elezioni 2018, Salvini elogia Zaia

Col governo Salvini questo paese diventerà finalmente un paese moderno, efficiente e federale che valorizzi i territori”: ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini, che dal palco di Milano ha elogiato i due governatori Luca Zaia e Roberto Maroni (assente ieri) come simboli di buon governo. Secondo Salvini, “tutte le regioni dovrebbero avere un Luca Zaia, un grande lavoro è stato fatto da Roberto Maroni in questi cinque anni”. Il leader della Lega ha infine reso omaggio al “genio di Gianfranco Miglio, che prima di tanti e tutti aveva capito che questo paese si può unire nel nome delle identità e del rispetto”.

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