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Elezioni luglio 2018, Renzi a diMartedì parla da ‘segretario Pd’ e rivela: “Gentiloni il nostro candidato”

Elezioni politiche a luglio 2018? Il Partito Democratico non è d’accordo e questa linea viene ribadita anche da Matteo Renzi a diMartedì, ospite negli studi di Giovanni Floris ieri sera, martedì 8 maggio 2018. Il Partito Democratico, intanto, convoca la prossima Direzione per giorno 19 maggio quando, all’ordine del giorno, si discuterà finalmente delle dimissioni di Matteo Renzi e di chi sarà il nuovo segretario del Nazareno. Renzi, proprio a La7, ha già rivelato che lui non si candiderà alle prossime primarie del Partito Democratico eppure indica qual è la strada che dovrà seguire il Pd qualora si dovesse andare al voto anticipatamente. Sì, perché a diMartedì Renzi indica Gentiloni come candidato Premier: “Ma non voglio tirarlo per la giacchetta”. 

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Renzi a diMartedì: “Di Maio ha tenuto in ostaggio il Paese”

E negli studi di La7 non mancano le stilettate nei confronti del Movimento 5 Stelle e Luigi Di Maio: “Per 63 giorni di Maio ha detto `o io o niente´, ha preso più voti di noi ed era giusto che se la giocasse, ma quando abbiamo preso il 41 per cento nel 2014 lui ci gridava `abusivi´. Quando finalmente ha detto `ok faccio un passo indietro´ non ha trovato l’intesa con la Lega. Ma non si può avere un atteggiamento, un volto double fase: una volta sei per l’accordo con il Pd, poi vai con la Lega, poi vai a 5 stelle… se non è in grado di fare un governo con il centrodestra deve dirlo e consentire di riscrivere le regole del gioco, è assurdo tenere un Paese bloccato così”

Renzi a diMartedì avverte il Pd: “Basta litigi”

Negli studi di diMartedì, Matteo Renzi continua a parlare di un eventuale voto a luglio 2018: “Il Pd deve smetterla di litigare, che è un’impresa ma lo dico io per primo, e siccome si va in campagna elettorale stop ai litigi, basta discussioni.” Eppure, il ministro Andrea Orlando è già passato al contrattacco: “Un candidato c’è ed è Martina”, dice il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, della minoranza interna. “Poi vediamo se ce ne saranno degli altri”.  

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