di Antonio Paviglianiti in , , ,

Elezioni politiche 2018 programma: Di Maio vs Renzi vs Berlusconi, la sfida dei tre moschettieri su tasse e pensioni (FOTO)


 

Elezioni politiche 2018 programma tasse e pensioni: la sfida tra Di Maio, Renzi e Berlusconi. I tre moschettieri che puntano a Palazzo Chigi…

Elezioni politiche 2018

Elezioni politiche 2018 programma, sfida in arrivo per Luigi Di Maio (Movimento 5 Stelle), Matteo Renzi (Partito Democratico) e Silvio Berlusconi (Forza Italia – Coalizione di Centrodestra). Il programma elettorale, come molto spesso accade, verterà sul capitolo tasse. Fondamentale promettere di abbatterle per conquistare consensi tra gli elettori. Ma la sfida principale è quella di convincere la fazione di astenuti, gli stessi che non sono andati a votare neanche per le Regionali in Sicilia. Di seguito, prendiamo in esame le ultime dichiarazioni di Luigi Di Maio, Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. 

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Di Maio verso le elezioni politiche 2018: “Vogliamo il 40%”

Non ha dubbi Luigi Di Maio, ospite di Fabio Fazio a Che Tempo che fa nella serata di ieri, domenica 12 novembre 2017. Il Movimento 5 Stelle andrà al Governo con il 40%, in barba a quel che riportano a oggi i sondaggi (stimati tra il 27-29%). Solo così, infatti, i 5 Stelle potranno governare senza stringere accordi con altri partiti. E per Di Maio non ci sono dubbi: “Se la sera delle elezioni saremo la prima forza politica ma non ci sarà la maggioranza diremo a tutti: non chiedeteci poltrone ma vediamo i temi. Se c’è convergenza sui temi si va dal presidente della Repubblica per fare il governo. Attualmente noi miriamo al 40 per cento, se non dovesse essere così cercheremo sui temi i presupposti”

Capitolo Euro, Luigi Di Maio non ha dubbi come spiega nel salotto di Che tempo che fa ospite di Fabio Fazio: “Il Movimento vuole rimanere nell’Unione europea e nell’unione monetaria, ma vuole cambiare i trattati. Come estrema ratio utilizzeremo il referendum sull’euro.” 

Luigi Di Maio, successivamente, si sofferma sul perché ha deciso di annullare lo scontro TV previsto a diMartedì con Matteo Renzi: “Il terremoto del voto in Sicilia ha completamente cambiato la prospettiva. Volevo avviare la campagna elettorale con il candidato di centrosinistra. Ma non credevo andasse così male. E che il Partito Democratico e tutta l’ala di sinistra non lo riconoscesse più come leader. Non potevo legittimarlo io”.

Infine, per Di Maio è importante rompere il trabocchetto della legge elettorale in vista delle elezioni politiche 2018: “Hanno provato – ha aggiunto Di Maio – a fare una legge per creare un voto trabocchetto e questo dimostra la spudoratezza di questa classe politica ma noi, sono certo, possiamo rasentare il 40 per cento e gli rompiamo il giochetto della legge elettorale”.

Berlusconi verso le elezioni politiche 2018: il capitolo tasse

Silvio Berlusconi non ha intenzione di rinunciare al suo cavallo di battaglia anche per le elezioni politiche 2018. In una lunga intervista a QN evidenzia, sul capitolo tasse, come l’Italia abbia bisogno di: “Una rivoluzione, ovviamente legale, pacifica, positiva, ma tuttavia radicale. Una rivoluzione liberale per spazzare via l’oppressione fiscale, l’oppressione burocratica, l’oppressione giudiziaria. Una rivoluzione per cambiare la classe dirigente del Paese, sostituendo i professionisti della politica con donne e uomini che nella vita professionale, nel lavoro, nell’impresa, nella cultura, nel volontariato, abbiano dimostrato non soltanto assoluta onestà ma anche grande concretezza e capacità di portare a casa dei risultati.”

Per Berlusconi: “Il fisco rimane al centro dei nostri programmi: la flat tax , la tassa ‘piatta’ che abbassa le aliquote per tutti e attenua la progressività esasperata, è la chiave per far ripartire la crescita, e con essa l’occupazione.”

Silvio Berlusconi tocca un altro punto forte per la sua campagna elettorale: le pensioni. Sempre a QN evidenzia: “Riscrivere la Fornero è assolutamente necessario: è una legge nata in modo frettoloso, illogica e viziata da gravi iniquità, che ha creato situazioni insostenibili, danneggiando i lavoratori e anche il sistema delle imprese. Questo non significa però che i temi affrontati dalla Fornero non esistano o che si possa tornare alla situazione precedente: la vita media si allunga sempre più, e la natalità è in calo. Dobbiamo ripensare la Fornero, senza toccare gli equilibri dei conti pubblici.

Come si fa? Per esempio favorendo al massimo la previdenza integrativa, eventualmente riqualificando i lavoratori per poterli destinare a mansioni utili ma non usuranti, distinguendo in modo accurato le diverse situazioni. Accanto a questo ovviamente ripeteremo ciò che facemmo col nostro governo, con l’aumento per 1 milione 835mila pensionati delle pensioni minime a 1 milione di lire al mese. Questa volta porteremo le pensioni minime a 1.000 euro al mese.”

Matteo Renzi verso le elezioni politiche 2018: il treno PD tra alleanze e dissidi interni

Matteo Renzi verso le elezioni politiche 2018 è il candidato Premier in maggiore difficoltà. Deve ricostruire, cercando di mettere una toppa nei consensi – sempre più in ribasso – ed evitare i troppi dissidi interni alla corrente del centrosinistra. Nella giornata di ieri è arrivato un duro attacco anche da parte di Valter Veltroni, fondatore nel 2009 del Partito Democratico. Renzi, come programma elettorale 2018, ha fatto intendere che in passato: “Ci stavamo giocando l’uscita dall’Europa. So che quanto fatto non basta, ci vorrebbe un altro Jobs act e molti altri posti di lavoro in più” “Scommetto che alla fine della fiera, dopo le elezioni, il Pd sarà il primo gruppo parlamentare e che il centrodestra si spaccherà il giorno dopo”. Il motivo il segretario lo specifica subito: secondo l’ex premier le persone “dovendo scegliere tra Berlusconi e Grillo, sceglieranno tutta la vita il Pd”. “Ecco – conclude Renzi – perché credo che prenderemo il 40%”.

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