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Elezioni regionali Lazio, insulti e minacce a Sergio Pirozzi: «Nessuno può obbligarmi a fare un passo indietro»

«Nessuno può obbligarmi a fare un passo indietro». E’ categorico Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice e candidato alla presidenza della Regione Lazio alle prossime elezioni amministrative del 4 marzo 2018. Pirozzi tira dritto per la propria strada, nonostante le pressioni, gli insulti e addirittura le minacce ricevute. La conferma è arrivata ieri in diretta radio, sull’emittente romana Radio Cusano Campus.

Gli insulti e le minacce

Basta leggere il profilo Facebook del sindaco di Amatrice per capire quanto sia coinvolto in questa campagna elettorale «fatta in mezzo alla gente e per la mia gente», come ha detto più volte Pirozzi. Che agli insulti risponde rendendoli pubblici, come vedete qui sotto, e alle minacce con le denunce, come ha confermato ieri dai microfoni di Radio Cusano Campus.

 

 

In merito alle minacce ricevute, invece Pirozzi ha detto di aver sporto denuncia. «Ringrazio la sensibilità della questura di Rieti che si è attivata immediatamenteha dichiarato ai microfoni di Radio Cusano Campus – Mi hanno insultato tutti, conservo agli atti tutto quello che è stato detto in questo periodo. Io non rispondo perché se rispondi alle provocazioni scadi, ognuno risponderà alla propria coscienza di quello che afferma. Io ho le spalle larghe, mi dispiace solo perché ho dei figli piccoli. A breve scopriremo chi c’è dietro questa persona che mi ha minacciato e magari ne usciranno delle belle».

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La corsa per le elezioni regionali nel Lazio

Riguardo le elezioni regionali nel Lazio, Pirozzi ha anche parlato della richiesta di “fare un passo indietro” che gli sarebbe stata rivolta da Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia. «Meloni chiede un mio passo indietro? – ha detto il sindaco di Amatrice – Nessuno può obbligarmi a farlo, a meno che non c’è una legge nuova che è una legge divina. Ho la sensazione che in questo momento, a parte me, ci si stia occupando poco delle problematiche della regione Lazio. Non vedo proposte, il dibattito è fermo sul nome del candidato».

Poi attacca sulla ricostruzione post-terremoto: «Anche come sindaco stanno cercando di mettermi in difficoltà. Ho chiesto dei sopralluoghi sui territori in cui andranno ad abitare le persone di Amatrice che hanno perso la casa e questo era un mio dovere, invece è stato visto come un intervento di lesa maestà. Il fatto che io sia una persona corretta non significa che sia un coglione, a tempo debito tirerò fuori tutto. Forse c’è preoccupazione per gli interessi che potrei andare a toccare. Io sono libero, se libero significa fare gli interessi dei cittadini. Leggo sondaggi, contro sondaggi, che sono quelli ufficiali pubblicati sul sito del Ministero degli interni, ma io il sondaggio giornaliero ce l’ho quando vado in mezzo alla gente e ho buoni riscontri».

La Lista Pirozzi in corsa anche per le politiche al Senato

Infine Sergio Pirozzi ha parlato anche della presentazione della sua lista per le elezioni politiche al Senato. «Non l’ho presentata io, l’hanno presentata i comitati – ha chiarito Pirozzi dai microfoni di Radio Cusano Campus – E’ chiaro che se ci sarà una convergenza sul mio nome per correttezza la ritirerò. Se invece non avrò l’appoggio di alcuna forza politica, presenterò dei candidati miei». 

Poi parla dei contatti con Forza Italia. «Io la settimana passata sono andato da Antonio Tajani –ha rivelato Pirozzi – Eravamo rimasti che la sera successiva avrei dovuto parlare con Berlusconi, ma questo appuntamento è stato rinviato a data da destinarsi. Da parte mia c’è stata sempre la massima disponibilità a parlare con tutti. Quello che era un appuntamento stabilito e confermato, non è stato più fissato, questo spiega molte cose. Qualcuno mi ha apostrofato come montanaro, pecoraro, sono orgoglioso di esserlo. Sono gli enti di prossimità quelli che incidono davvero sulla vita dei cittadini, lo Stato incide poco».

Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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