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Enrico Ruggeri passa a Soundreef e lascia la Siae: segue Fedez e Gigi D’Alessio

Anche il cantautore Enrico Ruggeri, vincitore di due edizioni del Festival di Sanremo, lascia SIAE (Società Italiana Autori Editori) per affidare a Soundreef la raccolta e gestione dei diritti d’autore. L’accordo tra l’artista e la società fondata da Davide D’Atri è operativo dal primo gennaio di quest’anno. “L’arrivo di Enrico Ruggeri – commenta D’Atri, fondatore e amministratore delegato di Soundreef S.p.A. – è un grande onore per tutti noi. Lavorare con il suo repertorio ci rende contenti e orgogliosi del percorso fatto e conferma gli importanti progressi della nostra azienda”.

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Cosa è Soundreef e come funziona: intervista a Davide D’Atri

Ma di che società si tratta? E, soprattutto, come funziona?  Quali sono i suoi costi? Beh, a spiegarlo tramite le colonne di UrbanPost è Davide D’Atri, amministratore delegato della Soundreef, nonché fondatore della start up che, dal 2011, dal Regno Unito, gestisce i diritti di editori e autori. “La nostra trasparenza è la tracciabilità, la convenienza è la velocità nel pagamento” potremmo riassumere così la chiacchierata con Davide D’Atri che ha sottolineato come, ormai, il sistema italiano sia destinato a non tornare indietro ma a proiettarsi verso un futuro diverso.

Apri Soundreef e leggi aggettivi come: “semplice, veloce, trasparente”. A noi verrebbe da aggiungere “rivoluzionario”, come è nata l’idea di questa start-up?
“Seguo questo settore da quindici anni e dietro c’è un lunghissimo percorso. Dal punto di vista commerciale e legale siamo nati nel 2011 quando abbiamo visto di avere a disposizione le risorse giuste per partire con il progetto. Cosa contraddistingue Soundreef? Ci poggiamo su tre criteri, su tre valori principali: anzitutto le rendicontazioni devono essere semplici, ovvero gli autori possono avere il loro account online dove vedono come la loro musica viene utilizzata; faccio un esempio, se un loro brano viene utilizzato negli Stati Uniti o in Giappone o in qualsiasi altro angolo del mondo loro, grazie alla tracciabilità, possono avere consapevolezza delle lor rendicontazioni.”

Eh, ma Soundreef dice anche di essere “conveniente”: perché dovrebbe esserlo?

“Mi riallaccio alla domanda di prima, siamo convenienti perché abbiamo due valori che ci contraddistinguono oltre la trasparenza: consentiamo ai nostri iscritti di avere pagamenti di rendicontazioni molto veloci; nei concerti dopo sette giorni rendicontiamo, al novantesimo, ovvero dopo tre mesi, paghiamo, tempi davvero ristretti se paragonati a quelli canonici che, invece, vanno dai 18 ai 24 mesi. Inoltre, Soundreef consente di avere un pagamento del tutto analitico: il 100% del profitto è dell’artista, non sussistono divisioni forfettarie.”

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L’algoritmo Google parla chiaro, Fedez vi ha portato in cima alle ricerche degli ultimi giorni. Tra le domande che in tanti si pongono è: Soundreef come funziona? E quali sono i suoi costi?
“Beh, sono abbastanza convinto che ormai stiamo andando verso la liberalizzazione e che difficilmente si tornerà indietro. L’esempio di Fedez è stato molto importante e devo dire che l’idea è stata esclusivamente sua: è una persona che si informa tantissimo e quando ha scoperto il nostro progetto ci ha scritto. È stata un’idea di poche settimane, ci saremo incontrati tre-quattro volte al massimo e dopo la seconda volta eravamo d’accordo su tutto. Per quanto riguarda i costi di Soundreef, beh, posso assicurarvi che non c’è nulla da pagare: la tassa è un costo zero.”

Siamo in un’aula di liceo, dobbiamo spiegare con parole semplici perché l’Italia deve essere “liberalizzata”: lei cosa direbbe ai suoi studenti?
“Sinceramente non dovrebbe esserci molto da spiegare, ovvero la Liberalizzazione è imposta da un direttiva europea (2014/26/UE) che doveva essere recepita dall’Italia entro il 10 aprile 2016 ed è una direttiva che parla molto chiaramente: autori ed editori comprano e decidono dove vogliono e possono stare, anche con più società di intermediazione. L’Italia deve adeguarsi, non può fare altrimenti, in caso contrario è avversa allo spirito della direttiva europea, non la recepisce.”

Dai, abbiamo rotto il ghiaccio, possiamo entrare nel vivo della discussione: perché in Italia il sistema è collassato? Qual è la ricetta giusta per ripartire?
“Non mi piace avere un atteggiamento negativo e credo che si possa sempre guardare con fiducia al futuro, in Italia noi siamo la dimostrazione che si possono fare progetti importanti anche nel nostro Paese. Inoltre, bisogna ricordare che in tutti i Paesi di Europa si opera su mercato nazionale, solo Repubblica Ceca e Italia no e, il nostro Stato, è ancora regolato dalla legge del 1941. Però, posso dire che se magari siamo arrivati a questa situazione è anche perché gli Stati Nazionali prima non hanno fatto particolare attenzione a questo settore. Tornando a Soundreef, ad esempio, io mi sono avvicinato a questo mondo a 22 anni durante il mio percorso universitario e ne sono sempre rimasto appassionato: dieci anni dopo ho fondato questa società ma non è un percorso nato già quando ero più giovane, è stata una conseguenza della mia passione.”

Quali sono i numeri che la Soundreef ha fatto registrare? Ci saranno artisti che faranno seguito a Fedez?
“Ci sono oltre 150.000 brani appartenenti a 20.000 aventi diritto in oltre venti paesi del mondo. Ci sono tantissimi artisti, autori ed editori, che si stanno avvicinando alla nostra realtà anche grazie alla notizia di Fedez; attualmente, però, non posso fare nomi perché non ci sono accordi ufficiali ma continuo a ripetere che ormai indietro non si torna.”

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