di Maria Concetta Distefano in ,

Equitalia condono 2017: rottamazione cosa fare in caso di errori


 

Sulla risposta di Equitalia relativamente alla rottamazione delle cartelle, nel caso di errori, i contribuenti possono chiedere integrazioni. Ecco cosa fare

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Equitalia condono 2017: rottamazione cosa fare in caso di errori

Equitalia ha definito un procedimento di segnalazione delle anomalie rilevate di contribuenti che hanno presentato domanda di rottamazione delle cartelle. Nel caso in cui si vadano a rilevare delle somme dovute non corrispondenti ai prospetti di liquidazione originari dell’istanza di definizione agevolata, grazie a un modulo chiamato “SCD” da firmare e presentare a uno degli sportelli di Equitalia, l’interessato può effettuare segnalazioni sulle cifre differenti contenute nella “Comunicazione delle somme dovute” ai fini della procedura di rottamazione notificata dall’agente di riscossione rispetto alla domanda presentata nei mesi addietro, risparmiandosi in questo modo un eventuale impugnazione e le relative spese di giudizio.

Equitalia condono 2017: rottamazione cosa fare in caso di errori

I contribuenti per evitare di decadere dalla rottamazione, dovranno comunque provvedere al versamento entro la prima scadenza prevista e questo anche nel caso in cui il soggetto interessato non dovesse ricevere la comunicazione di rettifica entro la prima o unica rata di scadenza. Al momento del pagamento il contribuente potrà far rilevare al funzionario l’errore di calcolo e chiedere la l’immediata rettifica, aggiungendo il carico non calcolato o sottraendo la cartella inserita per errore.

Equitalia condono 2017: rottamazione cosa fare in caso di errori

Le segnalazioni che possono essere fatte agli sportelli di Equitalia sono: mancanza di carichi nella comunicazione ricevuta da Equitalia, dunque è possibile far rilevare i carichi mancanti; carichi aggiunti per errore nel calcolo e per i quali il contribuente non aveva dato la sua adesione per la definizione agevolata. In quest’ultimo caso il contribuente può chiedere che non si producano le conseguenze previste per il mancato, insufficiente o tardivo versamento delle cartelle dovute a fini della definizione agevolata. Se invece la rateizzazione per effettuare i pagamenti per la rottamazione delle cartelle non è corrispondente a quella richiesta con la domanda presentata, il contribuente può chiedere la differenza, facendo richiesta contestuale di una nuova comunicazione di quanto dovuto. In tutti gli altri casi, non rientranti in queste fattispecie, resta la possibilità dell’impugnazione della stessa comunicazione, mediante la notifica del ricorso all’agente della riscossione e/o all’ente impositore entro il termine di 60 giorni dal relativo ricevimento, indipendentemente dalle modalità di notifica utilizzate.

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