di Andrea Monaci in ,

Estradizione di Cesare Battisti: cosa prevede l’accordo tra Brasile e Italia


 

Ci sarebbe accordo tra Brasile e Italia per l’estradizione di Cesare Battisti: ecco cosa prevede l’intesa per far rientrare in Italia l’ex militante dei Pac, condannato per due omicidi commessi negli anni ’70

cesare battisti news

Sull’accordo per l’estradizione di Cesare Battisti dal Brasile pende la decisione della massima autorità giudiziaria oroverde. L’ex terrorista condannato in contumacia per due omicidi avvenuti durante gli anni di piombo sarebbe estradato in Italia dalle autorità brasiliane ma sconterebbe una pena diversa da quella comminata dai giudici italiani. Questo il succo dell’intesa che, secondo il quotidiano brasiliano Globo, sarebbe stata raggiunta tra le autorità italiane e Brasilia. Battisti sconterebbe quindi il massimo della pena previsto dall’ordinamento locale, 30 anni, invece dei due ergastoli a cui è già stato condannato dalla magistratura italiana.

Scrive il giornale brasiliano: “Battisti potrebbe essere imbarcato su un aereo direttamente a Corumbà, nel Mato Grosso, dove è detenuto ufficialmente per riciclaggio di denaro. Di lì potrebbe quindi raggiungere l’Italia”. L’arresto di Battisti è stato convalidato dal giudice federale Odilon de Oliveira per i robusti elementi emersi riguardo i reati contestati, traffico di valuta e riciclaggio. Secondo il magistrato, però, le circostanze suggeriscono che Battisti ha cercato di fuggire in Bolivia “temendo di essere effettivamente estradato”, come l’Italia chiede al governo brasiliano.

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Battisti estradato ma sconterà la pena secondo la legge brasiliana

L’estradizione di Battisti è quindi cosa fatta? Tutt’altro. Tra i problemi da affrontare, secondo quanto riferisce Globo, c’è la mancanza di una dichiarazione formale del governo italiano che si impegna alla “distrazione della pena”, cioè l’applicazione di una pena di 30 anni di reclusione (come previsto dalle leggi brasiliane) in alternativa ai due ergastoli che Battisti dovrebbe invece scontare.

L’applicazione della legge brasiliana è un requisito irrinunciabile per la concessione di qualsivoglia estradizione dal Brasile. Le autorità di Brasilia insomma concedono l’estradizione di un prigioniero all’estero solo se si tratta di un reato previsto dalla legge brasiliana e se verrà applicata una pena corrispondente. Quindi Cesare Battisti sarà estradato solo se il governo italiano dichiara formalmente d’impegnarsi ad applicare la pena massima prevista in Brasile per i reati commessi dall’ex militante Pac, che di 30 anni.

Diplomazie al lavoro, ma manca la decisione del Tribunale supremo federale

Secondo La Repubblica, questa dichiarazione sarebbe già arrivata in Brasile attraverso i canali diplomatici ufficiali. Il caso ora però nelle mani del giudice Luiz Fux, consigliere del Tribunale supremo federale (Tsf), che ha ereditato il fascicolo. Se anche questo magistrato darà il suo assenso, Cesare Battisti lascerà il Brasile. Sul fascicolo di estradizione serve anche la firma del presidente Michel Temer: è necessaria per revocare la decisione la decisione dell’ex presidente brasiliano Lula che nel 2010 che aveva invece deciso, a differenza del Tsf, di dare asilo all’ex militante dei Pac.

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