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Expo 2015, chi paga i costi della bonifica dei terreni?

Già perché, come fanno notare gli attivisti di Sos Fornace, l’appalto per la “rimozione delle interferenze”, il primo aggiudicato per Expo nell’ottobre del 2011, non conteneva alcunché in merito alla bonifica dagli inquinanti dei terreni su cui sorgerà l’area espositiva, sulla quale è insistita in passato un raffineria.

Invece nel frattempo è intervenuto l’accordo quadro siglato da Arexpo Spa e Expo 2015 Spa lo scorso 2 agosto 2012: l’intesa prevede, appunto, che i costi delle opere di bonifica siano a carico della società organizzatrice dell’esposizione universale, o meglio che Expo si sarebbe rivalsa  su Arexpo (società pubblica che ha acquistato i terreni) per ottenerne la copertura, fino ad un massimo di 6 milioni di euro. La stessa Arexpo poi avrebbe dovuto regolare i conti con i precedenti proprietari, Fiera di Milano Spa e Gruppo Cabassi.

Ma erano davvero contaminati i terreni su cui sorgerà Expo? Nella primavera del 2012 l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Lombardia rilevava la contaminazione dei terreni in oggetto, per il 10% del totale, da idrocarburi e zinco. Insomma l’inquinamento c’era e non è chiaro perché la bonifica non sia stata effettuata con il primo appalto, quello per la rimozione delle interferenze.

Il risultato? Che il tetto di 6 milioni massimo di rimborso previsto per la bonifica è già stato superato e di molto. A novembre infatti Expo si è vista recapitare un conto salatissimo, 15 milioni di euro, dalla CMC – alla fine incaricata anche di questo lavoro –  per il trasporto e smaltimento dei terreni contaminati.

Written by Andrea Paolo

44 anni, nato in provincia di Reggio Calabria, emigrato negli anni '80 al nord, è laureato in scienze politiche. Ha lavorato come ricercatore all'estero e studia da anni la criminalità organizzata. Per UrbanPost si occupa di News ed Expo 2015.

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