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Expo 2015 è finito, “Que viva Expo!”

Ieri Expo 2015 ha chiuso i battenti con oltre 21 milioni di visitatori, in una giornata – del resto non molto diversa dalle ultime cinquanta o sessanta – di folla immensa, distribuita in code chilometriche per la visita ai padiglioni espositivi più gettonati e importanti, da quello italiano a quello giapponese, dal sorprendente Kazakhstan alla Thailandia, dalla Cina alla Svizzera. Finisce dunque con un chiaro successo di pubblico una manifestazione che fin dall’assegnazione alla città di Milano da parte del Bie aveva registrato paurosi ritardi e problemi di ogni genere nella fase di preparazione, nubi minacciose che facevano presagire il peggio.

Invece, come avevamo previsto pur sottolineando il clima d’improvvisazione in cui tutto stava maturando, l’avvio della manifestazione avveniva in un clima quasi festoso, caotico ma allegro. Quello stesso clima che si è respirato durante tutta la caldissima estate milanese e si respirava ieri quando percorrendo il decumano, il grande viale principale dell’esposizione, incrociavamo le facce delle migliaia di membri dello staff che si affrettavano per cominciare l’ultimo turno di lavoro. Facce un po’ strane, da ultimo giorno di scuola, un po’ felici e un po’ tristi per la fine di una grande avventura.

Per molti è stata una manifestazione dalle occasioni mancate, molto “cartonata” e molto poco “da toccare con mano” o peggio ancora da mangiare, a dispetto del titolo altisonante “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Ma a leggere l’impressionante numero di eventi ospitati nei sei mesi invece non si può dire che Expo non abbia espresso un contributo notevole per svolgere un tema certo difficile da costringere all’interno di un’esposizione, pur tecnologicamente avanzata e multimediale, ma pur sempre evento fieristico.

Non siamo gli unici a sostenerlo se è vero che Expo 2015 ha davvero contribuito a cambiare in positivo la percezione del nostro paese nel mondo. Lo sostiene tra le altre una ricerca commissionata da Aida Partners Ogilvy PR all’istituto www.web-research.it, un’analisi semantica, semiotica, euristica e psicometrica su un campione di oltre 3,7 milioni di opinioni postate in italiano, inglese, spagnolo, tedesco e francese nei 60 giorni precedenti l’inaugurazione di Expo e nel terzo e quarto mese di apertura, escludendo a priori stampa e siti istituzionali.

Che cosa è emerso da questa ricerca? Se a ridosso dell’inaugurazione gli utenti web che conversavano in lingua estera erano meno coinvolti nelle discussioni, ma anche più benevoli dei loro colleghi italiani nei giudizi (53% di opinioni positive contro il 5% di opinioni negative), a luglio e agosto i dati raccolti hanno evidenziato un’inversione a 180 gradi nei pareri espressi in italiano.

A esposizione universale oramai a regime, insomma, la percezione di Expo nel web che parla italiano muta di segno, con i pareri positivi che salgono al 44% e quelli negativi che precipitano al 22%. Nelle altre quattro lingue, invece, le opinioni positive crescono ulteriormente del 10% (63%), mentre quelle negative si restringono a una percentuale pressoché irrilevante (3%).

Anche questo giornale, nel suo piccolo, ha contribuito a far crescere l’interesse verso Expo 2015, argomento di cui ci occupiamo fin dalla nostra fondazione. Sono oltre duecentocinquanta gli articoli dedicati alla manifestazione pubblicati in questi sei mesi per oltre centomila pagine viste: un risultato importante considerata la dimensione del contributo offerto. Ecco perché non smetteremo di parlare di Expo, a partire dalle tante storie degli ex lavoratori che in questo momento si stanno dando da fare per costruire il dopo Expo. Quindi lasciatecelo dire,”Que viva Expo!”

Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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