di Andrea Paolo

Expo e Mafie: gli Appetiti delle Cosche (1a parte)


 

Le Mafie ed in particolare la ‘ndrangheta, si interessano di Expo da ancor prima che si definisse dove costruire la grande area espositiva. Dall’interesse per il movimento terra all’indotto: ecco tutte le tappe dei tentativi d’infiltrazione. UrbanPost presenta in viaggio a puntate alla scoperta degli appetiti delle cosche su Expo.

Ndrangheta Expo 2015

Che Expo 2015 fosse un boccone appetitoso per le mafie lo si sapeva fin dal giorno dell’assegnazione a Milano dell’esposizione universale. In questi anni le organizzazioni criminali attive in Lombardia, la ‘ndrangheta su tutte, si sono interessate a più riprese agli “affari” attorno all’Expo, ben prima che fossero aggiudicati i primi appalti, addirittura prima che venisse individuata definitivamente l’area su cui si sta costruendo il sito espositivo.

Anzi, i primi due grandi appalti, quello per la pulizia dell’area vinto dalla Cmc di Ravenna, e quello per la realizzazione della piastra su cui sorgeranno i padiglioni, assegnato ad Infrastrutture Lombarde Spa, hanno si avuto problemi giudiziari, ma non legati alla criminalità organizzata. Su questi appalti sembra funzionare il protocollo siglato in Prefettura a febbraio del 2012 e che ha già permesso l’allontanamento di due società subbappaltatrici, solo sfiorate da indagini di mafia.

Expo 2015 Area su Google Maps

Ma gli appetiti delle mafie si sono rivolti a tutte le attività connesse al grande evento, a partire dall’indotto che maggiormente sarà coinvolto: ricettività, ristorazione, intrattenimento. E proprio all’intrattenimento aveva rivolto lo sguardo la cosca di ‘ndrangheta dei Valle, originaria di Reggio Calabria ma trapiantata nell’hinterland milanese dalla metà degli anni ’70. I Valle, secondo la DDA che li ha fatti arrestare e processare (la condanna in primo grado è arrivata a luglio di quest’anno, con 24 anni di carcere per i due boss, padre e figlio), sono dediti all’usura ed al riciclaggio, anche per conto delle potenti cosche De Stefano-Condello, il gotha della ‘ndrangheta reggina.

Tra le le idee su come riciclare (e fare) montagne di soldi, i Valle pensavano ad un bel minicasino con ristorante e discoteca, da aprirsi proprio a Pero, vicino all’area di Expo 2015. Ecco cosa diceva, non sapendo di essere intercettato dalla Dia, uno dei membri della cosca a colloquio con un’altra persona a proposito di questo progetto:

Int: si presenta come Tony l’amico di Davide, dell’assessore di Pero. Tony dice a Fortunato che
hanno liberalizzato le licenze.
Fortunato chiede di che cosa
Tony risponde “di pubblici esercizi, discoteche, tutto quanto…” e prosegue dicendo che lui a Pero è nella commissione per il rilascio delle licenze. Tony dice che per ancora 60 giorni se uno fa una richiesta di licenza, questa non viene rifiutata, mentre successivamente la commissione applicherà delle regole e sarà più difficile da ottenere le licenze.
In sostanza Tony propone a Int un locale davanti all’Ata Hotel di un suo amico. Attualmente la destinazione è capannone e il suo amico sarebbe disposto anche ad affittarlo il locale.
Ut dice che prenderanno un appuntamento per la settimana prossima e andranno insieme a vedere questo

Dalla conversazione si evince che grazie ad amicizie politiche i Valle ottengono una licenza per un minicasino e attività di ristorazione; anzi sembra quasi che sia la controparte a premere perché l’affare vada ai Valle. Il politico locale di Pero, nemmeno finito sotto indagine, forse ignorava chi fossero? Stentiamo a crederlo.
Ecco un altro passaggio delle conversazioni intercettate:

Ut: Zona Pero…siccome il comune mi ha concesso le licenze per aprire un mini Casinò
Int: urco cane
Ut: allora siccome ti spiego Adolfo lì l’hanno fatta zona…come si dice…zona essendoci l’Expò, la Fiera…
Int: ah si sarà di espansione, di interesse e tutte quelle robe lì…..
Ut: dove praticamente hanno rilasciato questa licenza per mini casinò dove si può fare praticamente
ristorante…e
Int: cazzarola Nato è una bella cosa quella…
Ut: …sala intrattenimenti, mini casinò perchè il comune vuole un locale dove intrattiene la gente che
poi ……tipo locale di divertimento….perchè mi hanno dato la licenza anche di discoteca…o
Int: allora ci vuole un bel posto…lì
Ut: allora ti spiego mi hanno dato la licenza e c’è un anno di tempo per identificare l’area dove dobbiamo
dare il contratto d’affitto
Int: minchia meglio di Davide (ndr D.V. assessore del Comune di Pero) che è a Però ..cosa dobbiamo
avere.

L’estratto delle intercettazioni è tratto dall’O.C.C.  46229/08 R.G.N.R. N. 10464/08 R.G.GIP Gip Giuseppe Gennari, 25 giugno 2010, disponibile in versione integrale qui. Non crediamo siano necessari ulteriori commenti. Arrivederci alla prossima puntata, dove parleremo di movimento terra e infiltrazioni mafiose.

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