di Michele Iacovone in

Facebook, scrive un post durante l’orario di lavoro: viene licenziato


 

Licenziato dopo aver scritto un post su Facebook durante l’orario di lavoro, il dipendente recidivo è stato licenziato: aveva già subito due giorni di sospensione

Facebook, scrive post durante orario di lavoro, licenziato

È capitato a tutti almeno una volta nella vita durante l’orario di lavoro. Si parla di dipendenza da internet e social network, e in alcuni casi, come questo, può persino costare il lavoro. Un post su Facebook ed è scattato il licenziamento, ma non era la prima volta per il dipendente di una nota azienda di Termoli.

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Il dipendente recidivo aveva già subito due giorni di sospensione a causa dello stesso motivo, in quel caso i post erano stati ritenuti offensivi da parte dell’azienda. Poi è arrivato il licenziamento per via di sospetti accessi al social network durante l’orario lavorativo, una situazione che per l’azienda non era evidentemente tollerabile. A far partire la segnalazione è stato il segretario della Filctem-Cgil Molise Lino Zambianchi, l’ex dipendente era impiegato presso l’azienda Vibac del nucleo industriale di Termoli, a Campobasso.

Come ha spiegato il sindacalista: “Il diritto dell’azienda di disporre del destino di un padre di famiglia dovrebbe essere esercitato contestando violazioni gravi e verificabili. Ora, al di là del fatto dell’indimostrabilità degli accessi senza la geolocalizzazione, resta incomprensibile il danno provocato all’azienda che non viene né menzionato, né descritto“. L’organizzazione sindacale ha quindi annunciato uno sciopero entro i prossimi giorni a favore della dignità di chi viene privato dei mezzi di sopravvivenza in modo ingiusto.

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