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Fedele Sannella arrestato: terremoto in serie B, manette per il patron del Foggia

Il patron del Foggia Calcio, Fedele Sannella, è stato arrestato con l’accusa di riciclaggio nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Milano che aveva già portato, nello scorso dicembre, all‘arresto dell’ex vicepresidente della società Ruggiero Massimo Curci. La Dda ha chiesto inoltre la nomina di un commissario giudiziale per un anno nei confronti del Foggia. Numerose perquisizioni sono state eseguite a Foggia e provincia presso gli uffici e le abitazioni di Fedele Sannella e del fratello, e presso la sede del Foggia Calcio. Secondo l’accusa, Sannella avrebbe ricevuto e riciclato personalmente circa euro 378.750,00 in denaro contante, reimpiegandoli nel Foggia Calcio Srl sia attraverso la corresponsione di somme di denaro in nero ad atleti, allenatori, procuratori, sia mediante pagamenti funzionali alla gestione della società calcistica, così ostacolando l’identificazione della provenienza illecita del denaro.

Fedele Sannella arrestato: le indagini della Procura

Oltre alle analisi finanziarie, alle intercettazioni e al lavoro della guardia di finanza di Varese e della squadra mobile di Milano, che già avevano fondato i sequestri e l’arresto di Curci, i magistrati valorizzano un appunto manoscritto sequestrato a Curci con una contabilità di 13 consegne di denaro contante nelle mani di «Fedele», cioè di Fedele Sannella, amministratore della Esseci srl che controlla il Foggia Calcio, stamattina arrestato per l’ipotesi di reato di riciclaggio.

Come scrive il Corriere della Sera, inoltre, Dal telefonino di Curci sono inoltre state estratte alcune chat con il direttore generale del Foggia Calcio, Roberto Dellisanti, nelle quali Curci rivendicava una quota di quasi 2 milioni pari al valore dei flussi finanziari versati nelle due precedenti stagioni calcistiche; e foto di manoscritti scambiati da Curci con il fratello, sui quali erano riportati gli importi del denaro contante consegnato — ad avviso degli inquirenti come stipendi «in nero» — a una decina di calciatori o ex tesserati del Foggia.

Stipendi in nero ai tesserati del Foggia?

Quest’ultimi sono stati ascoltati come testimoni l’8 novembre scorso, e allo stato sono rimasti non indagati benché abbiano «negato in modo del tutto inverosimile di aver ricevuto denaro in nero. Ma le menzogne più palesi — scrivono i magistrati — sono state rese il giorno dopo dall’amministratore delegato Dellisanti, che è arrivato addirittura a negare di sapere a cosa Curci si riferisse quando nel messaggio WhatsApp a lui inviato il 3 maggio 2017 riferiva della cifra di 328.000 euro; e da Fedele Sannella (socio di maggioranza del Foggia Calcio), che, di fronte a manoscritti a lui attribuibili e inerenti i pagamenti in nero ai giocatori, ha riferito di «progetti di spese future fatti come persone fisiche».

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