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Fiat Melfi: cassa integrazione per 5.500 operai, dura reazione della Cgil

“Un annuncio preoccupante che non segnala novità rispetto a quello che sta accadendo negli stabilimenti FIAT di tutta Italia” ha dichiarato Elena Lattuada, Segretario Confederale della Cgil ai microfoni di una radio locale. Nello stabilimento lucano del gruppo torinese sono due le linee di produzione. Gli interventi programmati dall’azienda interesseranno solo una delle due linee: sull’altra lavoreranno a rotazione gli operai, per continuare a produrre la ‘Punto’ in base alle richieste del mercato.

La cassa integrazione straordinaria si protrarrà nel biennio che partirà dall’11 febbraio fino al 31 dicembre 2014, e interesserà a girare tutti i 5.500 lavoratori. Questo è quanto annunciato in questi giorni dall’amministratore delegato di FIAT Sergio Marchionne. Il segretario confederale della Cgil Lattuada alza i toni, definendo il piano FIAT “un lunghissimo periodo di cassa integrazione che arriva come effetto del piano di ristrutturazione annunciato da Marchionne lo scorso 20 dicembre e sul quale non è stata ancora fatta chiarezza, come richiesto dalla CGIL”.

Cassa Integrazione Fiat

Inoltre il problema di tale astensione dal lavoro, ricorda la dirigente sindacale della Cgil “colpisce in modo ancora più drammatico i circa 3mila lavoratori dell’indotto che da tempo sono in cassa integrazione straordinaria e rischiano, con questo prolungamento dei tempi, di ritrovarsi senza copertura”. Secondo Lattuada non solo “siamo di fronte ad una mancanza di strategia” ma anche “ad una scelta di progressivo ridimensionamento della presenza Fiat sul mercato europeo e soprattutto italiano e che va a vantaggio di altri considerati più interessanti”.

Il punto vero, spiega il segretario Confederale CGIL “è che non si pensa a come rilanciare il marchio”, come invece stanno facendo altre case automobilistiche, e tra l’altro il nostro paese non può pensare di abbandonare il mercato dell’auto” conclude la sua intervista il segretario confederale. Le reazioni si fanno sentire anche da parte degli operai e dei lavoratori. “Il mio primo pensiero, anzi la mia prima preoccupazione, riguarda la busta paga.

“Con la cassa integrazione, anche per i prossimi due anni, non supereremo gli 800 euro. Come faremo?”. Dino è un operaio della Fiat di Melfi, iscritto alla Fiom: “Ma adesso, ci tiene a precisare, che le sigle sindacali contano poco, ma conta soprattutto la necessita’ di sostenere le nostre famiglie”. A Melfi la fabbrica è chiusa dal 20 dicembre, proprio il giorno della presentazione del nuovo piano di investimento da un milione di euro fatta dal presidente John Elkann e dall’amministratore delegato Sergio Marchionne.

Nello stabilimento lucano c’era anche il Presidente del Consiglio, Mario Monti, accolto dagli applausi delle tute blu. “Poi però,si rammarica l’operaio, “noi abbiamo ‘festeggiato’ il Natale con 600 euro di tredicesima”. La settimana prossima, si tornerà sulla linea per produrre la Punto, ma i giorni di lavoro effettivi in questo mese di gennaio saranno solo sei. Dall’11 febbraio, cominceranno i due anni di cassa integrazione straordinaria per la ristrutturazione aziendale, sostiene l’operaio, “ma dopo la cassa integrazione ci riprenderanno tutti? O anche qui, come già successo in altri stabilimenti, ci saranno discriminazioni?”.

Written by mbarbie1970

42 anni, Contabile d'Azienda, convivente, un figlio, dal 1990 nel settore commercio; dal 1995 settore industriale; freelance publishing, gestore ed amministratore del sito notiziemercatimondiali.com.
Appassionato esperto di borse e mercati finanziari, azioni, opzioni e futures.

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