di MiDa

Fiat Pomigliano: sindacati chiedono ritiro mobilità. Si va di nuovo in Tribunale?


 

Cercheranno la mediazione e soluzioni alternative alla mobilità ma, se tutto andrà a rotoli e le parole non basteranno, i prossimi passi potrebbero muoverli in Tribunale.

Reintegro Lavoratori Fiom Fiat Pomigliano

I sindacati si compattano e chiedono con forza a Fiat di trovare un compromesso per scongiurare i 19 provvedimenti annunciati la scorsa settimana per fare posto ai primi 19 dei totali 145 operai iscritti alla Fiom che dovranno essere reintegrati, come decretato dalla Corte di Appello di Roma, perchè “discriminati”. Fiat è stata subito chiara ( e criticata): la crisi e la saturazione dell’impianto napoletano permettono di reintegrare a patto che altrettanti vadano in mobilità.

Tutti contro tutti.
Il primo obiettivo sensibile, intanto, pare sia stato raggiunto. Limare le iniziali schermaglie tra operai, ripulire le beghe interne nate dopo la sentenza del Tribunale, evitare quella che da più parti è stata già definita la “guerra dei poveri”. Il rischio sembra, oggi, molto più remoto. Una mano la tende, ma senza risparmiare qualche goccia di veleno, il segretario generale della Fiom Napoli, Amendola. “Anche il nostro sindacato ha chiesto il ritiro delle procedure di mobilità  – ha detto – aggiungendo poi che “gli altri ci hanno tanto criticato per essere andati in Tribunale ma ora rischiano anche loro di rivolgersi ai Giudici”.

Trattativa Fiat Pomigliano Fiom

Ed ora che succede?
Il calendario presenta diverse date cerchiate con il rosso. I sindacati firmatari dell’accordo hanno a disposizione 45 giorni di tempo per aprire il confronto con i vertici della Newco (già domani, forse, un primo incontro nel pomeriggio); un mese e mezzo per trovare un accordo congiunto. Se tutto salta e i sindacati non firmano per i licenziamenti si apre un “extra-time” di 30 giorni nel corso dei quali le Sigle potranno rivolgersi all’Ufficio Regionale del Lavoro per attivare la mediazione.

Se salta il banco.
Dovesse risultare tutto inutile, con l’azienda ferma sulle proprie posizioni, i sindacati potrebbero fare ricorso alle carte bollate e adire il Tribunale per contestare i licenziamenti. Dal canto suo la Newco ha tempo fino al 28 novembre per operare la sostituzione tra i 19 operai dei sindacati firmatari dell’accordo e i primi 19 dei 145 iscritti alla Fiom.

Possibili alternative?
Se la “mission” principale è evitare l’attivazione della procedura di mobilità, l’occhio e la mente dei mediatori guardano anche a scenari alternativi. Uno su tutti il temporaneo trasferimento dei 19 lavoratori della Newco in altri stabilimenti Fiat in Italia. L’ipotesi potrebbe, eventualmente, riguardare anche gli stessi iscritti alla Fiom che torneranno in fabbrica a partire dal prossimo 10 dicembre. Gli oltre 2000 lavoratori di Pomigliano dovranno, infatti, fare i conti, a partire dal 26 novembre, con altre due settimane di cassa integrazione. Si lavora alla soluzione tra la combattività dei sindacati, i dubbi sulle prossime mosse di Fiat e la paura di chi teme per il futuro suo e della propria famiglia.

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