di Federico Elboni in

Filtri fotografici su Twitter a breve come su Instagram


 

Il popolare servizio di microblogging Twitter a breve sarà dotato di filtri per modificare le foto da condividere, come la popolare applicazione Instagram acquistata da Facebook.

Twitter si migliora apprestandosi a proporre a tutti i suoi utenti la possibilità di applicare dei filtri fotografici alle foto, prima di condividerle.
Viene subito in mente Instagram, l’applicazione per smartphone che permette di scattare una foto, migliorarla tramite filtri predefiniti e pubblicarla sui social network.

Il successo di questa applicazione è stato tale che è stata acquistata lo scorso aprile da Facebook ma già in passato aveva suscitato l’attenzione proprio di Jack Dorsey, fondatore di Twitter, che aveva investito nell’applicazione inventata da Kevin Systrom fin da febbraio dello scorso anno.
La corsa alla app con i filtri è stata vinta dal gigante dei social network, che ha sborsato un miliardo di dollari fra azioni e denaro contante per aggiudicarsela, così Twittter ha deciso di correre ai ripari e sviluppare dei filtri proprietari.

In questo modo gli utenti potranno pubblicare i loro cinguettii scattando e modificando le immagini, senza bisogno di lasciare l’applicazione, evitando il rischio per l’azienda di perdere traffico e utenti.

La competizione sicuramente non si fermerà qui, dato che ci sono decine di applicazioni disponibili per modificare e condividere le foto e Instagram si rinnova quasi ad ogni aggiornamento, ad esempio con la photo map, che presenta immagini da tutto il mondo in tempo reale.
Sicuramente Twitter non poteva rimanere indietro: non solo 140 caratteri ma presto anche foto ad effetto, a completare una piattaforma che ha fatto della semplicità d’uso e dell’immediatezza un punto di forza.

Sono trascorsi 6 anni dalla nascita del “passerotto azzurro” che, grazie alla sua caratteristica di poter comunicare e condividere via SMS, mail e (poi) API sviluppate ad hoc, viene utilizzato non solo per il “cazzeggio” ma anche per scopi più pratici come le comunicazioni aziendali, didattiche o per il giornalismo partecipativo (pensa al terremoto in Abruzzo del 2009), dunque ben vengano le nuove migliorie a questo strumento che permette di generare informazione partecipata in tempo reale

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