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Flat Tax in Italia: cos’è, come funziona, vantaggi e svantaggi e perché è motivo di scontro in campagna elettorale 2018 (GUIDA)

Una “flat tax” come quella che vorrebbe introdurre il centrodestra è un’imposta con aliquota unica, in cui la percentuale che viene pagata in tasse è fissa e non cresce con l’aumentare dell’imponibile. Nel caso di una flat tax sul reddito, la percentuale pagata in tasse da chi guadagna diecimila euro è uguale a quella di chi ne guadagna centomila, anche se deduzioni e detrazioni per i redditi più bassi possono contribuire a rendere la flat tax in qualche misura progressiva (chi guadagna di più paga in tasse in maniera più che proporzionale). Ma cosa c’è da sapere? Come funziona nel resto del mondo? Quali sono vantaggi e svantaggi? Ecco tutto quello che c’è da sapere…

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Cosa è la Flat Tax?

La flat tax (in italiano: tassa forfettaria) è un sistema fiscale proporzionale e non progressivo se non accompagnato da Deduzione fiscale o detrazione, nel qual caso, anche se l’aliquota legale è costante, l’aliquota media è crescente. Solitamente tale sistema si riferisce alle imposte sul reddito familiare, e talvolta sui profitti delle imprese, tassate con un’aliquota fissa. Fu ideata per la prima volta nel 1956 dall’economista statunitense Milton Friedman.

I sistemi di flat tax, messi in atto come proposto, solo in alcuni casi esonerano le famiglie con un reddito inferiore a uno stabilito per legge (no tax area). Le flat tax non sono comuni nelle economie avanzate, le cui tasse nazionali includono un’aliquota progressiva sui redditi delle famiglie, e sugli utili delle aziende, cosicché l’aliquota aumenta in percentuale all’aumentare del reddito. A ogni modo i sistemi che vengono sempre più chiamati di flat tax presentano molte differenze ai regimi di flat tax (es. tasse progressive).

La storia della Flat Tax in Italia

La Costituzione italiana (art. 53) prevede che il sistema tributario sia informato a criteri di progressività della tassazione con la capacità contributiva del cittadino. Sul piano fiscale, il 1 gennaio 2004 è entrata in vigore, al posto dell’IRPEG, l’Imposta sul reddito delle società (IRES); con l’occasione l’aliquota unica preesistente è stata ridotta dal 34% al 33%. Ulteriori riduzioni hanno avuto effetto dal 2008 (27,5%) e dal 2017 (24%). Sul piano politico, l’introduzione della flat tax venne propugnata da Silvio Berlusconi nel 1994, quando propose un’aliquota del 33% (con una no-tax area per i più poveri) al posto dell’IRPEF progressiva.

Dopo la vittoria elettorale del 13 maggio 2001 la coalizione guidata da Berlusconi avviò, nel corso della XIV Legislatura (2001-2006), un piano di riduzione delle imposte, abbassando la pressione fiscale fino al 40,6% nel 2005 (“minimo storico” degli ultimi decenni); rispetto a quanto pagato nel 2001, il risparmio per i contribuenti italiani fu di 13,7 miliardi di euro (a fronte dei 24 promessi nel programma elettorale), anche se il taglio fu finanziato attraverso un condono fiscale tombale e l’aumento del deficit pubblico, che nel 2005 salì al 4,4% (“massimo storico” dal 1996), in violazione dei parametri di Maastricht.

Nell’autunno 2014 anche Matteo Salvini, Segretario Federale della Lega Nord, si è più volte espresso a favore della flat taxfino a sostenere ufficialmente la riforma 15% del Partito Italia Nuova. Fino a oggi, con lo scontro in campagna elettorale per un canonico “tutti contro tutti”.

Vantaggi e svantaggi della Flat Tax in Italia

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi della Flat Tax in Italia?

Vantaggi

  • tutti i cittadini pagherebbero le tasse e tutti pagherebbero meno tasse rispetto adesso.
  • le imprese, le aziende e tutti coloro che creano ricchezza, lavoro o investono, non saranno demotivate dall’alta tassazione;
  • con la Flat Tax tutti i contribuenti potranno fare da soli la loro dichiarazione dei redditi, perché sarà molto molto più semplice di adesso;
  • riduzione dell’evasione fiscale e dell’elusione

Svantaggi

  • minor gettito da parte dello Stato che dovrebbe corrispondere ad un inesorabile taglio della spesa conseguente;
  • perdita delle detrazioni personali in base alle caratteristiche della famiglia: niente più detrazioni e deduzioni in base al numero dei figli, delle spese mediche, ristrutturazioni, ecc.
  • avvantaggiare i più ricchi. Se un lavoratore dipendente oggi guadagna 70.000 euro l’anno, con l’applicazione degli scaglioni Irpef, pagherebbe un’aliquota al 41% con la flat tax.

La Flat Tax nel mondo: ecco chi la applica

Di seguito riportiamo l’elenco dei Paesi che hanno adottato un regime fiscale di tipo flat tax, secondo quanto riportato dai media o da riviste professionali del settore economico. In alcuni Peasi esiste un margine di progressività dell’imposta col reddito, ma in tutti i casi si è riportata soltanto l’aliquota media nazionale, non tenendo conto della possibile varianza:

  • Abkhazia 10%
  • Andorra 10% (prima fase di abbassamento delle tasse)
  • Anguilla 3% payroll tax (quota del lavoratore)
  • Belarus 13%
  • Belize 25%
  • Bolivia 13%
  • Bosnia e Erzegovina 10%
  • Isole Vergini Britanniche 8% payroll tax (employee portion)
  • Bulgaria 10%
  • Timor Est 10%
  • Estonia 20%
  • Georgia 20%
  • Groenlandia 36 to 44% (variabilr a seconda della municipalità)
  • Granada 30%
  • Guernsey 20%
  • Guyana 33.33%
  • Ungheria 15%
  • Jamaica 25%
  • Jersey 20%
  • Kazakhstan 10%
  • Kyrgyzstan 10%
  • Latvia 23%
  • Lithuania 15%
  • Macedonia 10%
  • Madagascar 20%
  • Mauritius 15%
  • Mongolia 10%
  • Nagorno-Karabakh 5%
  • Romania 16%
  • Russia 13%
  • Arabia Saudita2.5% zakat (cittadini di Paesi aderenti al Gulf Cooperation Council)
    ritenuta fiscale del 20% (stranieri)
  • Seychelles 15%
  • Ossezia del sud 12%
  • Transnistria 10%
  • Trinidad e Tobago 25%
  • Turkmenistan 10%
  • Tuvalu 30%

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