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Flat tax news: «Avrebbe dovuto farla la sinistra, ma arriva sempre tardi»

«La prima descrizione della flat tax è del 1932 ed è di Einaudi che non era certo un reazionario. Purtroppo la sinistra arriva sempre tardi». Parola di Nicola Rossi, ex parlamentare Pd e presidente Istituto Bruno Leoni intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la notizia”, su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano. Rossi non ha stigmatizzato l’dea del provvedimento ma ha indicato quale, a suo parere, deve essere il percorso per realizzarlo senza creare danni irreparabili al bilancio dello Stato.

Flat tax news: «Avrebbe dovuto farla la sinistra, ma arriva sempre tardi»

Chi ci guadagna con la flat tax

«Chi ci guadagna con la flat Tax? Dipende da come viene fatta – ha affermato Rossi – Deve essere prevista la riforma dell’assistenza, le tasse devono essere coordinate con l’assistenza, cioè il reddito di cittadinanza. Chi sta studiando una cosa, deve studiare anche l’altra. Altrimenti, tra dove c’è l’assistenza e dove c’è il reddito di cittadinanza, ci saranno un po’ di persone che saranno un po’ irritate perché non godranno i risparmi fiscali della flat tax e non vedranno nemmeno il reddito di cittadinanza. E’ quello che è successo agli esodati e a coloro che hanno dovuto restituire gli 80 euro. Certe riforme non possono essere fatte in fretta e furia, bisogna anche decidere di studiare».

nicola rossi flat tax

La flat tax non è di destra

«Flat tax di destra? La prima descrizione della flat tax è del 1932 ed è di Einaudi che non era certo un reazionario – ha spiegato Rossi – Purtroppo la sinistra arriva sempre tardi. La flat tax potrebbe essere efficace per l’Italia, perché noi abbiamo un problema di impoverimento di tutto il Paese, non solo di disuguaglianza. Uno dei freni alla crescita italiana è un sistema fiscale pesante, complicato e opaco. Quindi una grande riforma fiscale è un passo importante e necessario. Spero però che questa riforma non venga fatta a debito, perché altrimenti la gente pensa sempre di dover restituire le cose che gli sono state date e quindi serve a poco».

Coperture e aumento dell’IVA

A proposito delle coperture per realizzare la flat tax Nicola Rossi ha detto: «Si cerchino, nei 3 mesi che ci sono da qui alla legge di bilancio, delle coperture adeguate. Al momento non si capisce quali coperture ci potrebbero essere. E’ evidente la tentazione del governo di fare disavanzo e non ce lo possiamo permettere». E agli intervistatori che gli ricordano come il ministro Tria da professore parlasse di investire in deficit Rossi risponde «Io sono certo che dal momento in cui uno si mette dietro la scrivania di Quintino Sella, cose che da accademico si dicono da ministro si dicono un po’ meno. L’istituzione genera buon senso». Infine, un accenno all’aumento dell’IVA, scongiurato dal vicepremier Luigi Di Maio. «E’ una buona notizia fino a un certo punto – ha affermato Rossi – Questa poteva essere un’ottima opportunità. Noi avremmo bisogno di spostare il carico dalle imposte dirette alle imposte indirette perché sono quelle che fanno meno danni a livello della crescita. Facendo scattare la clausola di salvaguardia ci si priva di un’importante fonte per finanziare la flat tax».

Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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