di Federico Elboni

Fra i danni provocati dall’uragano Sandy c’è anche il sito Huffington Post


 

L’uragano Sandy, che si sta abbattendo con una forza devastante sugli Stati Uniti, continua a provocare gravi danni e anche il sito dell’Huffington Post ne ha fatto le spese a livello mondiale.

Infatti stamani è stato completamente irraggiungibile da Canada, Francia, Inghilterra e Spagna per alcune ore e anche adesso che scriviamo la situazione non si è stabilizzata. almeno per quanto riguarda il sito padre (huffingtonpost.com).

Chi si collega, infatti, viene reindirizzato su una versione “light”, che riporta chiaramente sulla destra un avviso per cui “a causa delle interruzioni di corrente dovute all’uragano Sandy, il sito ha qualche difficoltà tecnica”.

A volte si dimentica che internet non è solo qualcosa di intangibile, di imperituro, anche se mandare i nostri file nel cloud è davvero come spedirli nelle nuvole. Salvo quando la natura ci mette lo zampino, per ricordarci che alla fine è sempre lei che comanda.
La Rete ha un corpo vulnerabile, costituito da migliaia di server e data center sparsi per il mondo che, pur avendo una struttura ridondante, a volte cedono; e quel sito o quel servizio di colpo spariscono.

Chi si ricorda ancora di quando Google fu irraggiungibile per alcuni minuti nel 2009? E lo scorso anno, per restare in Italia, quando i server Aruba rimasero irraggiungibili per diverse ore?

Per fortuna il web non è solo un sito internet. Lo staff dell’Huffington ha potuto comunicare con le email e aggiornare i lettori grazie a Facebook, Twitter, YouTube, a dimostrazione della forza della rete e dell’informazione collaborativa.

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