di Redazione

Fratelli d’Italia, il nuovo Partito di: La Russa, Meloni, Crosetto


 

Presentato il nuovo partito politico di La Rusa, Crosetto e Meloni: Fratelli d’Italia. Primi passi stentati verso la campagna elettorale per via dall’indecisione di Monti. Nuovi soggetti politici all’orizzonte, il tutto ornato da un’attività legislativa che passa più o meno sottobanco.

Così si chiama il nuovo movimento politico costituito e presentato in quattro e quattr’otto, quasi frugalmente, da La Russa, Crosetto e Meloni: Fratelli d’Italia – centrodestra italiano. Chissà Mameli cosa direbbe.
L’esordio col botto è presto fatto: “mettiamo formalmente a disposizione i nostri posti migliori nelle liste per i due maro’ che rientreranno in Italia” ha dichiarato l’ex Ministro della Difesa.

Ignazio La Russa Fonda Nuovo PartitoPopulismo puro. Inoltre si scopre che le candidature sono “posti migliori” o peggiori, suppongo; come quelli di un teatro o di un cinema: c’è la prima fila, la seconda e così via. Tra l’altro ci mancavano indagati per omicidio in Parlamento. Non dobbiamo farci mancare nulla. È giusto. Lontani i tempi quando il candidato era chiamato così per via della Candida, un indumento tipico della Roma Antica simbolo di purezza.

Il gigante e la bambina (alias Crosetto e Meloni) rappresentano quella parte del Pdl che ha subito storto il naso di fronte al ritorno (quando è andato via?) in campo del pelide Silvio. Erano convinti che le primarie indette poi subito revocate dal fido Alfano in fretta e furia, potessero essere una cosa seria. Si sbagliavano. Si sono fatte le Solitarie, come ha detto Fiorello. Meglio di niente.

Acqua passata. Quello che conta ora è che La Russa, Corsetto e Meloni escono dal Pdl e lo fanno a muso duro, con la schiena dritta. E la prima cosa che fanno è…? Ritornare dal Cavaliere: “saremo alleati di Berlusconi e del Pdl, la nostra è una scelta di campo”. Uno si può chiedere: ma questi ci fanno o ci sono? E Corsetto risponde: “ci collochiamo nel centrodestra, ci collochiamo dentro al PPE e non abbiamo paura di definirci in un’alleanza di centrodestra”. Eh?! La differenza non si coglie mica. Volete dire che quando Berlusconi, darà forza, ancora una volta, al suo conflitto d’interesse in Parlamento e quando si scaglierà, ancora una volta, contro la Magistratura, voi vi tirerete indietro? Poco credibili. Chissà, la via di Damasco può folgorare tutti.

In realtà, cosa stanno preparando questi signori? La risposta è molto sottile ed ha il sapore della strategia elettorale. Fa parte del cd “piano di spacchettamento” del partito voluto dal prode Cavaliere. La Russa mai si sarebbe sognato un nuovo soggetto politico, così all’imporvviso. È tutto calcolato a tavolino. In altri termini, Berlusconi, sapendo di dividere gli elettori del centrodestra riaffermando il suo impegno politico, cerca di recuperare il consenso sfilacciando il Pdl in alcuni partitini. Questi ultimi, pur non essendo direttamente riconducibili all’ultrasettantenne di Arcore, ne fanno le veci più o meno velatamente. Sono diversi, ma stanno con lui.

Almeno questo è l’intento: compattare gli elettori del centrodestra. O meglio, quelli che si fanno ingannare. Così il Berlusca metterebbe d’accordo di nuovo tutti: quelli che lo rivogliono in campo, e quelli che invece aspirano al rinnovamento nel centrodestra abboccando a questa “fictio divisio”. Mica fesso il vecchietto. Potrà dire a tutti i suoi fedelissimi “seguitemi, vi farò pescatori di uomini”, promettere la divisione del pane e dei pesci, la tramutazione dell’acqua in vino, la nascita ogni 25 dicembre, morte e risurrezione dopo tre giorni. E i tre Fratelli d’Italia, lì a rendere omaggio con oro, incenso e mirra. Un bel quadretto.

Se poi si dà un occhiata anche al simbolo del “nuovo” soggetto politico (pieno di ex An) ci accorgiamo quanto assomigli a quello di Alleanza Nazionale, buon anima, e di quanto ricordi cromaticamente quello del Pdl. Anche questo è un modo per ingannare gli elettori. Come a dire: se vedete questi colori mettete una croce, non importa dove, va bene uguale.

Ma non finisce qui. Dato che mancano circa due mesi alle elezioni, è un po’ difficile che questo neonato partitino riesca a raccogliere le firme necessarie per presentare i suoi candidati in Parlamento. Ed ecco pronta la soluzione: il decreto Salva La Russa che esonera della raccolta firme “partiti e movimenti che alla data del 20 dicembre siano costituiti in gruppo parlamentare”. Attualmente il tutto sembra essersi arenato in Commissioni affari costituzionali, ma non si escludono sorprese. L’obiettivo è “evitare un regalo a Grillo e La Destra” così La Russa (sic).

Monti si è DimessoIntanto, in mezzo a tutte queste belle storielle, salta l’abolizione delle provincie (presentati 700 emendamenti che hanno costretto il Governo a congelare un operazione che ci avrebbe fatto risparmiare 500 milioni di euro all’anno), non si sa bene se viene convertito in legge il decreto “liste pulite” (che sostanzialmente a nulla serviva, ma hai visto mai), viene approvata una finanziaria che presta 3 miliardi e mezzo di euro alla Banca MPS (praticamente il gettito dell’Imu sulla prima casa e l’equivalente dell’evasione delle stesse grandi banche) e altre belle cose. Infine, il calderone di fermenti è alimentato dalle dimissioni Monti, nonostante abbia incassato la fiducia numero 52, e dall’incertezza circa il suo futuro politico. Il Prof tiene sul fiato sospeso un po’ tutti. Tra questi, Bersani che preferirebbe un accordo con i centristi dopo le elezioni, e Berlusconi che invece si è sentito offeso perché il Prof. “non ha chiamato” prima di andare da Napolitano.

Personalmente Monti lo vedo al Quirinale, e forse pure bene, al posto di Re Giorgio. Chi glielo fa fare al Prof. di scendere in campo, quando poi se non dà fastidio a nessuno, Pd e Pdl gli assicurerebbero la poltrona di super partes? Certo, sarebbe uno scenario non privo di conseguenze forti. Il centro, tanto caro al bocconiano, alle prossime elezioni sarebbe fuori gioco al Senato, con pochi seggi alla Camera e una conseguente sfumata importanza politico istituzionale. Tradotto: zero (o poco più di zero) poltrone per Casini e Co. Ergo la partita sarebbe tra Bersani, Berlusconi che deve recuperare pure 123 ore di apparizioni televisive, e i ragazzi del Movimento 5 Stelle. Non c’è ancora nulla di sicuro, nulla di chiaro. Ma ne vedremo delle belle.

© Tutti i diritti riservati. Vietata ogni forma di riproduzione

Correlati

Commenta via Facebook

INTERVISTE

EDITORIALI

I nostri Quiz