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George Clooney news, Trump e quel fallimento chiamato cinema: “E tra un anno rideremo noi”

George Clooney torna a parlare ai microfoni di una rivista italiana e lo fa a pochi mesi dalla sua paternità. Il divo di Hollywood si è raccontato ai microfoni di Chi,  settimanale diretto da Alfonso Signorini, in edicola da domani mercoledì 1 marzo 2017. George Clooney è il massimo esponente della fazione anti Trump dello star-system hollywoodiano.
“Quando hanno eletto Trump ero così depresso che ho passato un mese senza guardare la tv. In mezzo a questa follia, si deve sperare che trovi un modo per governare correttamente!” Intanto, però, Clooney attende solo un  anno prima di vedere Trump nei guai. “In ogni caso, fra un anno al massimo, salterà fuori la famosa dichiarazione dei redditi che si è sempre rifiutato di mostrare. Allora si vedrà che non possiede il patrimonio che dice di avere e si saprà anche con quale Paese trattava i suoi affari. E lì rischia di avere qualche problema.”

Clooney, ai microfoni di Chi, svela un inedito dettaglio sul nuovo Presidente e su uno dei suoi più stretti collaboratori, l’ultra conservatore Steve Bannon. “Trump non ha sempre fustigato Hollywood”, rivela Clooney a Chi. “Il suo nome appare come attore in 22 titoli di film e che riceve 120 mila dollari dal sindacato degli attori? A Trump sarebbe piaciuto moltissimo essere un divo del cinema.” Ma George ha interedssnti particolari anche su altri esponenti politici dell’amministrazione Trump. “Quanto al suo consigliere Steve Bannon, è uno sceneggiatore e un regista mancato che avrebbe sognato di dirigere Mel Gibson, ma che non ci è riuscito. Se uno dei suoi musical o dei suoi film avesse funzionato, non avremmo mai visto Bannon alla Casa Bianca!”

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