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Giallo Cornuda news: il sangue in casa di Sofiya e Pascal, l’ipotesi ‘terzo uomo’ e il mistero del cellulare scomparso

Cornuda: ipotesi amante di Sofiya si fa più concreta

Giallo di Cornuda ultime notizie sulle indagini: emergono i primi elementi indiziari dopo settimane di indagini relative alla scomparsa della 43enne ucraina, Sofiya Melnik e al suicidio del suo convivente Pascal Albanese, trovato impiccato nella loro abitazione lo scorso 29 novembre.

Un’amica della donna, infatti, ieri a La vita in diretta ha rivelato che Sofiya circa un mese prima di sparire le aveva confidato di essere innamorata di un altro uomo e di avere intenzione di lasciare Pascal. Se corroborata dagli inquirenti questa informazione potrebbe dunque aprire la strada alla ipotesi del ‘terzo uomo’, già presa in considerazione dalla Procura di Treviso che sta cercando di capire se la donna si sia allontanata volontariamente da casa o sia stata invece vittima di sequestro e omicidio.

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Trovata traccia di sangue nella villetta di Sofiya e Pascal

Al setaccio la villetta di via Jona a Cornuda dove la coppia viveva da dieci anni. I Ris di Parma hanno utilizzato il Luminol, grazie al quale sono state individuate diverse tracce biologiche, che saranno presto analizzate, e anche una traccia ematica. Gli inquirenti hanno effettuato un rilievo fotografico in ogni ambiente dell’abitazione. Analizzati tutti i pavimenti e le pareti e perlustrati con lampade speciali, che consentono di evidenziare tracce di sangue.

“La ricerca ha portato all’individuazione di alcune tracce biologiche, ora chiaramente andrà capito se è sangue e di chi è. È chiaro che non è strano trovare tracce ematiche di chi viveva nell’abitazione, i motivi per i quali ci possono essere sono svariati. Ma è un elemento sul quale servirà un approfondimento investigativo, per ricostruirne l’origine”, con queste parole  i legali degli Albanese hanno commentato il lavoro del Ris.

Pascal Albanese: il suo cellulare non si trova

C’è dunque attesa per l’esito delle analisi, in particolar modo per quelle che saranno effettuate sui 4 pc in uso alla coppia e posti sotto sequestro. “Apparentemente erano tutti in uso. Riteniamo che il loro contenuto possa essere fondamentale per ricostruire quanto accaduto e chiediamo che al più presto vengano analizzati, in particolare le email e le chat, che potrebbero spiegare molto di eventuali relazioni professionali e personali della coppia. Ci chiediamo come mai non sia ancora stato fatto”, hanno spiegato i legali della famiglia Albanese, rivelando che il telefono cellulare del 50enne morto suicida non è stato trovato: “Non sappiamo dove sia, speriamo sia stato posto sotto sequestro e soprattutto sia già stato analizzato alla ricerca di eventuali elementi utili. Perché è vero che l’abitazione era sigillata, ma il sigillo era stato apposto solo su una delle tre porte”.

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