di Antonio Paviglianiti in

Giffoni Film Festival 2017, Bryan Cranston: “Breaking Bad? Quanto ho pianto quand’è finito…”


 

Al Giffoni Film Festival 2017 parla Bryan Cranston che rivela: “Quanto ho pianto quand’è finito Breaking Bad. Se non fossi stato Walter White? Avrei voluto essere Skyler…”

Al Giffoni Film Festival 2017 è stata la giornata di Bryan Cranston, l’attore diventato celebre per il personaggio di Walter White, protagonista della serie TV cult “Breaking Bad”. E proprio sullo sceneggiato andato in onda dal 2008 al 2013 l’attore ha rivelato: “Quanto ho pianto quand’è finito…” sebbene lui, prima di diventare per “scena” un professore di chimica odiasse questa materia. E se non fosse stato W.W.? Bryan Cranston non ha dubbi: “Sarei voluto essere Skyler White (la moglie di Walter, ndr.)”. 

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Ma al Giffoni Film Festival 2017 non solo Breaking Bad: nella lunga giornata dedicata all’attore americano c’è stato spazio anche per parlare di altre serie TV. La sua preferita? “Better Call Saul, ma per ovvie ragioni: è lo spin-off di Breaking Bad. E mi piace che le serie consentano di approfondire tanti temi. Per esempio – ha spiegato l’attore americano – se Breaking Bad fosse stato solo un film non avrebbe avuto successo.” 

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Poi spazio al mondo della politica: “Siamo in un momento di grande disordine, non solo negli Usa. Vedo isolazionismo anche in Francia, Inghilterra e Germania, è in questi momenti di tempesta perfetta che nella Storia ci sono persone come Trump che hanno la meglio.” Per Bryan Cranston è importante che l’arte possa dire la sua, specie in questo periodo storico: “Perciò farò presto uno spettacolo al Nation Theatre a Londra, l’adattamento di Quinto potere (di Sidney Lumet, ndr) diretto da Ivo van Hove, scritto allora ma che parla molto dei nostri giorni…” 

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E quando c’è da analizzare l’attuale situazione americana, il protagonista di Breaking Bad scuote la testa: “Non ci credo che Donald Trump sia il nostro Presidente.  Non riflette la maggioranza, ha vinto solo grazie ai collegi elettorali, grazie al nostro sistema elettorale. Posso solo pensare che dobbiamo allacciare le cinture di sicurezza…”

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