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Giochi del Mediterraneo 2018, staffetta d’oro per le azzurre nei 4×400 ma è polemica social: “Così rispondiamo al razzismo”

Un oro tutto italiano quello arrivato dai Giochi del Mediterraneo 2018 di Tarragona: si allunga così il medagliere italiano a quota 156 (56 ori, 55 argenti, 45 bronzi). Ma le quattro atlete sono anche diventate un simbolo grazie ad una foto che le ritrae sorridenti dopo il traguardo. Maria Benedicta Chigbolu, Ayomide Folorunso, Raphaela Lukudo e la campionessa europea Libania Grenot: solo loro le ragazze che dopo aver vinto un difficile oro in 3’03″54 hanno scatenato i social nelle ultime ore.

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La vittoria delle azzurre scatena i social contro Salvini

Centinaia, migliaia i tweet e i post per celebrare la vittoria di quattro ragazze felici per la vittoria nelle stesse ore in cui a Pontida si rappresentava un’Italia divisa, timorosa dell’altro. E basta scorrere alcuni di quei post come quello di Oriana Cerbone: “Realtà 1 – #Salvini 0. È davvero il caso di dire #primaleitaliane! Sono fiera di essere rappresentata da queste stupende atlete. La realtà supera la fantasia e spesso sa essere migliore #medagliadoro #4×400 #staffetta #ciaone #Pontida18” per capire quanto il nostro paese abbia ancora voglia di reagire. Dello stesso tenore anche il tweet di Roberto Saviano che ringrazia le quattro ragazze a aggiunge: “I loro sorrisi sono la risposta all’Italia razzista di Pontida. L’Italia multiculturale nata dal sogno repubblicano non verrà fermata”.

Chi sono le quattro italiane che hanno vinto ai Giochi del Mediterraneo 2018?

Ma chi sono le quattro atlete italiane che hanno vinto ai Gioch Mediterranei 2018 di Terragona?

  • Maria Benedicta Chigbolu, 29 anni, come si legge nella biografia Fidal (la Federazione italiana di atletica) è “la seconda di sei figli (tre fratelli e tre sorelle) di una insegnante di religione, Paola, e di un consulente internazionale nigeriano, Augustine. Il nonno Julius è stato una celebrità in Nigeria: ha partecipato ai Giochi olimpici di Melbourne 1956 arrivando in finale nel salto in alto e poi è anche diventato presidente della Federatletica nigeriana. Ha vinto il bronzo europeo della 4×400 nel 2016, poi ha realizzato il primato italiano con la staffetta azzurra ai Giochi di Rio. Laureata in scienze dell’educazione e della formazione, in passato ha anche fatto la fotomodella”.
  • Simile il percorso di Ayomide Folorunso, 22 anni. Sempre la biografia della Fidal informa che “la sua famiglia è originaria del Sud-Ovest della Nigeria, ma “Ayo” dal 2004 si è stabilita con i genitori – la mamma Mariam e il papà Emmanuel, geologo minerario – a Fidenza: qui è stata notata nelle competizioni scolastiche dal tecnico Chittolini e affidata a Maurizio Pratizzoli. Nel 2016, agli Assoluti di Rieti, ha stabilito il primato italiano under 23 dei 400 ostacoli in 55.54 migliorando il personale di oltre un secondo, ritoccato a 55.50 con il quarto posto in finale agli Europei di Amsterdam. Semifinalista ai Giochi di Rio, dove ha realizzato il primato italiano con la staffetta 4×400 azzurra, nel 2017 ha conquistato il titolo europeo under 23 e anche l’oro alle Universiadi.
  • Di Raphaela Lukudo, 24 anni, si viene a sapere che “la famiglia è originaria del Sudan, ma si era stabilita da tempo in Italia: prima nel Casertano e successivamente, quando “Raffaella” aveva appena due anni, a Modena.  Nella stagione indoor 2018 ha conquistato il suo primo titolo assoluto sui 400 metri per scendere a 53.08, ottava italiana alltime. Studia scienze motorie ma ha frequentato l’istituto d’arte, conservando la passione per disegno e foto”
  •  Libania Grenot, la più famosa del quartetto. Sempre dalle pagine Fidal si scopre che Libania “a Cuba era considerata un talento. Il papà Francisco è sindacalista, la mamma Olga giornalista. L’ultima apparizione con la maglia rossoblù e la stella è stata quella dei Mondiali di Helsinki 2005. Poi l’avventura italiana propiziata dal matrimonio, nel settembre 2006. Un anno di inattività praticamente completa, quindi la ripresa con il tecnico Riccardo Pisani a Tivoli. La cittadinanza è arrivata ad aprile 2008 aprendole la strada per il primo miglioramento del record italiano dei 400, da lei portato nel 2009 a 50.30.

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