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Giorgio Panariello Instagram: la dedica toccante in occasione della Festa del papà

19 marzo, Festa del papà: una festa particolare per tutti i genitori che crescono, amano e darebbero la vita per i propri figli. Un giorno particolare anche per quei figli che il padre non l’hanno mai conosciuto, come Giorgio Panariello, ma che un giorno vorrebbero incontrarlo, stanchi di continuare ad immaginarlo.

Replica Panariello sotto l'albero

Giorgio Panariello Instagram: la dedica in occasione della Festa del papà

Giorgio Panariello ha pubblicato una dedica molto toccante in occasione della Festa del papà sul suo account Instagram. La lettera è ripresa dallo spettacolo Panariello sotto l’albero, in onda a dicembre su Rai Uno.

Oggi #festadelpapà. Oggi per me poche parole affidate a questo ricordo in parole. Auguri a tutti i papa’. O come si come dice dalle mie parti auguri Babbo. C’è un messaggio che io avrei sempre voluto mandare ma purtroppo di quella persona io, non ho mai avuto il numero. E io se potessi mandarglielo ora un messaggino, posto che mi segua, glielo scriverei. Gli scriverei: Caro Babbo, Non so se devo chiamarti proprio babbo, come si fa in toscana, oppure papà, come dicono nella terra del nonno che m’ha cresciuto. Perché io non so neanche di dove sei. Certo io e te si fa proprio una bella coppia, eh? Io non ti ho mai conosciuto e te non t’hanno avvisato di essere il mi babbo. Sono nato il 30 di settembre. Questo significa che te, babbo, hai fatto l’amore con la mamma circa in questo periodo qua, proprio come ora, sotto Natale. Fare l’amore. Spero che tu abbia davvero fatto l’amore. Voglio pensare ad un momento di intimità, di complicità, forse anche il frutto, per l’amor di dio, di una decisione sbagliata, chi lo sa, ma che sia stato amore. Erano gli anni ’60, babbo, il miracolo italiano, il boom economico, grandi speranze, grandi aspettative. Sicuramente, babbo, avrai vissuto gli anni d’oro della capannina di forte dei marmi perché te ci sei passato da li, e hai lasciato il segno: questo bel gioiellino. Perché immagino, babbo, che sia stato proprio li, alla capannina di forte dei marmi, che tu hai conosciuto la mamma. Magari avete ballato un lento mentre cantava Peppino di Capri, avete mangiato al tavolo accanto alla famiglia Agnelli.. oppure li hai serviti al tavolo, gli Agnelli perché eri un cameriere, chi lo sa. Babbo, io ti ho immaginato in così tanti modi.. e invece non so neanche quanti anni hai. Così, a occhio, potresti essere fra i settanta, gli ottant’anni. Chissà se sei ancora in forma o c’hai bisogno di un piccolo aiuto. Eh ne ho avuto tanto bisogno anche io. Se questo fosse davvero un messaggino, babbo, ora qui ci vorrebbe una faccina buffa, come la mia. Però non so neanche se ti somiglia. Tratto da #panariellosottolalbero #festadelpapà #fathersday Sul mio proflilo #Facebook troverete il video integrale

Un post condiviso da GIORGIO PANARIELLO (@giorgiopanarielloreal) in data:

“Caro Babbo,
Non so se devo chiamarti proprio babbo, come si fa in toscana, oppure papà, come dicono nella terra del nonno che m’ha cresciuto. Perché io non so neanche di dove sei. Certo io e te si fa proprio una bella coppia, eh? Io non ti ho mai conosciuto e te non t’hanno avvisato di essere il mi babbo.
Sono nato il 30 di settembre. Questo significa che te, babbo, hai fatto l’amore con la mamma circa in questo periodo qua, proprio come ora, sotto Natale.
Fare l’amore. Spero che tu abbia davvero fatto l’amore. Voglio pensare ad un momento di intimità, di complicità, forse anche il frutto, per l’amor di dio, di una decisione sbagliata, chi lo sa, ma che sia stato amore.
Erano gli anni ’60, babbo, il miracolo italiano, il boom economico, grandi speranze, grandi aspettative. Sicuramente, babbo, avrai vissuto gli anni d’oro della capannina di forte dei marmi perché te ci sei passato da li, e hai lasciato il segno: questo bel gioiellino.
Perché immagino, babbo, che sia stato proprio li, alla capannina di forte dei marmi, che tu hai conosciuto la mamma. Magari avete ballato un lento mentre cantava Peppino di Capri, avete mangiato al tavolo accanto alla famiglia Agnelli.. oppure li hai serviti al tavolo, gli Agnelli perché eri un cameriere, chi lo sa.
Babbo, io ti ho immaginato in così tanti modi.. e invece non so neanche quanti anni hai. Così, a occhio, potresti essere fra i settanta, gli ottant’anni. Chissà se sei ancora in forma o c’hai bisogno di un piccolo aiuto. Eh ne ho avuto tanto bisogno anche io. Se questo fosse davvero un messaggino, babbo, ora qui ci vorrebbe una faccina buffa, come la mia. Però non so neanche se ti somiglia. “

Written by Vincenzo Mele

Nato a Napoli il 13 Agosto 1996, si è diplomato al Liceo Classico Adolfo Pansini, in Napoli. Attualmente frequenta la facoltà di Lettere moderne all'Università Federico II di Napoli. Giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei giornalisti della Campania. Si occupa di sport, tv e gossip.

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