di Stephanie Barone in

Giornata contro le Mutilazioni Genitali Femminili 2017: 50 mila casi anche in Italia


 

Il prossimo 6 febbraio sarà la Giornata contro le Mutilazioni Genitali Femminili 2017, una tragica piaga che ancora assilla le donne del nostro tempo. Plan International e l’Associazione Italiana Donne Medico si uniscono per informare, prevenire e aiutare: ecco come.

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Giornata contro le mutilazioni genitali femminili 2017: i numeri nel mondo

Il prossimo 6 febbraio anche l’Italia ricorderà con diverse celebrazioni ed eventi la Giornata contro le Mutilazioni Genitali Femminili 2017, una piaga che ancora oggi colpisce moltissimi Paesi del mondo. Sono infatti ancora oltre 200 milioni le bambine e le donne che subiscono questo barbarico rituale e che sono costrette a convivere con le conseguenze fisiche e psicologiche di quella tragica esperienza. Benché concentrate in Medio Oriente e in Africa, le mutilazioni genitali femminili sono praticate anche in Asia e in America Latina. Oggi, con la globalizzazione e l’ingente numero di flussi migratori verso l’Occidente, sono una realtà anche europea nonché italiana e non tutti sono a conoscenza di cosa sia realmente questa pratica.

Quando si parla di mutilazioni genitali femminili, ci si riferisce all’asportazione del clitoride e alla cucitura parziale o totale delle labbra della vagina; si tratta di una praticamente realizzata molto spesso da donne “specializzate” delle varie tribù, con strumenti rudimentali e non sterilizzati, spesso senza nessun tipo di anestesia sulle bambine se non degli oppiacei. Una pratica ancora oggi portata avanti per “conservare” la purezza della donna e che invece provoca, oltre che danni fisici permanenti e un susseguirsi di infezioni, anche conseguenze sulla psiche femminile.

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Giornata contro le mutilazioni genitali femminili 2017: la situazione in Italia

Una pratica che oggi, per quanto vietata, è largamente conosciuta anche in Italia; a seguito delle migrazioni nel nostro Paese, si stimano almeno 50 mila casi di escissione ogni anno tra le comunità immigrate. Malgrado in Italia questa pratica sia infatti vietata dalla legge, sono molti i casi di bambine che durante l’estate sono portate nel Paese di origine per le vacanze e lì mutilate permanentemente. Un esempio per capire le statistiche rese note in occasione della Giornata contro le Mutilazioni Femminili 2017 è il fatto che tra i Paesi da cui l’Italia accoglie il maggior numero di immigrati c’è l’Egitto, nel quale la percentuale di bambine a cui vengono imposte le mutilazioni genitali femminili è il 91% del totale.

Giornata contro le mutilazioni genitali femminili 2017: la partnership di Plan International Italia e Associazione Italiana Donne Medico

Cosa fare per fermare questa piaga che altro non è se l’ennesimo esempio di violenza sulle donne? Plan International Italia e l’Associazione Italiana Donne Medico in occasione della Giornata contro le Mutilazioni Genitali Femminili 2017 instaurano una partnership volta a informare la popolazione italiana ma anche le comunità immigrate nel nostro Paese. In primo luogo quindi le due associazioni intendono dare agli italiani informazioni medico-scientifiche relative a cosa consistono effettivamente le mutilazioni genitali femminili, dipanando certi “misunderstanding” culturali sui motivi di questa brutale pratica. In secondo luogo invece le due associazioni a tutela delle donne intendono informare le bambine e le donne immigrate che ne sono vittime o che sono a rischio sulle leggi italiane esistenti e individuare casi di richiesta di aiuto per fermare tale pratica tra gli immigrati.

Credit Foto: pagina Facebook Plan International Italia

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