di Sabina Schiavon in , ,

Giornata mondiale dei migranti 2016: gli esuli silenziosi di Boko Haram [Speciale]


 

Giornata mondiale dei migranti 2016: vi raccontiamo la storia degli esuli di Boko Haram. Uomini, donne e bambini costretti a lasciare le proprie case per scappare da questo gruppo terroristico che sta mietendo vittime dal 2009

In occasione della giornata mondiale dei migranti 2016, in collaborazione con Plan International, cerchiamo di farvi conoscere il disperato mondo delle persone che abitano la regione del bacino del Lago Ciad, zona su cui si affacciano il Camerun, il Niger, la Nigeria e il Ciad e da tempo sotto minaccia di Boko Haram, un’organizzazione terroristica di stampo jihadista. “Già prima di Boko Haram il nord-est della Nigeria era molto povero; la dispersione delle persone ha aggravato la situazione, portando le persone sfollate a vivere in pessime condizioni” ha spiegato Tiziana Fattori, Direttore Nazionale di Plan International Italia.

Giornata mondiale dei migranti 2016: una regione sotto assedio da Boko Haram

Basta ascoltare un telegiornale o sfogliare un giornale per inciampare quotidianamente in una qualche notizia sui migranti, sia essa legata all’arrivo di qualche barcone nel nostro Paese oppure inerente le questioni politiche che ruotano attorno alla delicata emergenza migranti.  Esistono però alcune storie quasi dimenticate, racconti di esuli silenziosi costretti ad abbandonare le proprie case per scappare dalle violenze di un gruppo terroristico che sta facendo del terrore la sua arma sin dal 2009. Stiamo parlando di Boko Haram, una gruppo nato come guerriglia armata di stampo jihadista e che ora – alleatosi nel 2015 con lo Stato Islamico – si fa chiamare più precisamente “Gruppo della Gente della Sunna per la propaganda religiosa e il Jihad”. Il gruppo nasce nel 2002 dall’idea di Ustaz Mohammed Yusuf, intenzionato probabilmente a collegare l’inefficienza del governo nigeriano alle influenze culturali occidentali: è quindi questo il motivo che lo spinge a reclutare persone – prese da una pre-esistente organizzazione – al fine di instaurare la legge islamica nel Borno, uno dei 36 Stati della Nigeria. Dal momento della sua nascita alla fine del 2011, Boko Haram – locuzione che significa letteralmente “l’istruzione occidentale è proibita” – aveva compiuto 115 attacchi terroristici, uccidendo 550 persone: nelle prime tre settimane del 2012, il gruppo terroristico riuscì a provocare più della metà dei morti di quelli provocati primi. Ad anni di distanza, i numeri delle vittime di Boko Haram sono spaventosi nonostante le controffensive organizzate dagli eserciti degli stati africani, supportati in alcuni casi anche dall’Occidente.

giornata migranti 2016

Giornata mondiale dei migranti 2016: esuli invisibili e silenziosi

Gli attacchi di Boko Haram, oltre alle numerose vittime, non hanno fatto altro che mettere in ginocchio una delle zone più povere e più in difficoltà della Nigeria; se sino agli anni Sessanta il Lago Ciad aveva dato da vivere a tutte le popolazioni che vivevano intorno, i cambiamenti climatici e lo sfruttamento intensivo hanno ridotto notevolmente le dimensioni mettendo a serio rischio la vita delle popolazioni locali. In una situazione già molto difficile, Boko Haram ha fatto sì che si venissero oggi a creare oltre 1,9 milioni di sfollati interni, più della metà costituita da bambini. “Nel corso della mia ultima visita in agosto stava diventando evidente che c’era una crisi alimentare nelle zone che di recente erano state rese nuovamente abitabili ed accessibili dai militari nigeriani. A causa del protrarsi della crisi, molte delle comunità di Maiduguri sono sull’orlo della crisi alimentare. Sebbene in città siano presenti alcuni campi per ospitare gli sfollati, dall’80 al 90% di questi ultimi sono ospitati dalle comunità. Queste comunità, già povere in partenza, sono ora estremamente in difficoltà e necessitano di assistenza” racconta Anne Marie McCarthy, Coordinatrice di Plan International Irlanda. I casi più disperati riguardano, come spesso accade, i bambini e le ragazzine; se i primi rischiano di diventare bambini soldato, le bambine sono spesso vittime di violenze e abusi.E’ durante la visita ad una comunità che ho incontrato Hady, una ragazzina di 11 anni fuggita da casa 18 mesi fa con i suoi genitori e i tre fratelli più piccoli. Lei non va a scuola come nessuno dei suoi fratelli. I genitori non possono ovviamente permettersi di mandare i figli a scuola. Hady è però fortunata ad avere con lei i genitori dal momento che molti dei bambini sfollati sono orfani o non accompagnati.” ha detto ancora Anne Marie McCarthy. “Mi chiedo quali possano essere le cose viste da lei e dagli altri bambini, una paura che nessuno – uomo, donna o bambino – dovrebbe provare: comunità attaccate, terrore, fame, migrazioni.” ha aggiunto. giornata migranti 2016

=> GIORNATA MONDIALE DEI MIGRANTI: IL NOSTRO SPECIALE

Giornata mondiale dei migranti, 18 dicembre 2016

L’occasione di parlarvi degli esuli silenziosi di Boko Haram è quella della giornata mondiale dei migranti che si celebra il 18 dicembre 2016. E’ proprio a pochi giorni da questa ricorrenza che il regista Iñárritu ha proposto l’idea di un’installazione a tema “migranti” in occasione della visita del Papa a Milano: in particolare, l’idea sarebbe quella di posizionare in Piazza Duomo quello che viene definito “barcone della morte”, il peschereccio affondato nell’aprile 2015 al largo delle coste libiche con a bordo almeno 700 migranti.

© Tutti i diritti riservati. Vietata ogni forma di riproduzione

Metti mi piace a UrbanPost

Leggi anche

Commenta via Facebook

EDITORIALE

Parliamo di...