di Antonio Paviglianiti in

Giornata vittime Mafie, Locri tappezzata di scritte contro Don Ciotti: “Sbirro”


 

Giornata delle vittime di mafia, mentre Libera – Contro Le Mafie si prepara al grande evento la parte ‘malsana’ di Locri risponde a Don Ciotti e inneggia alla ‘ndrangheta: “Sbirro”

ballaro don ciotti

Ventiquattro ore non sono bastate. A Locri, in Calabria, la mafia ha una delle sue roccaforti. A pochi chilometri dal santuario della Madonna di Polsi, mammasantissima della ‘ndrangheta, non è andato giù l’intervento di Sergio Mattarella, presidente della Repubblica, accompagnato dal ‘leader’ di Libera – Contro Le Mafie, Don Ciotti. Ieri l’appello accorato alla città di Locri affinché si possa debellare la mafia. Oggi, poche ore dopo, la risposta della cittadina calabrese. O almeno, il ‘commento’ di chi di cambiare non ha proprio intenzione: “Più lavoro meno sbirri” è una delle scritte apparse sul vescovado di Locri.

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E ancora, la parte malsana del bel borgo calabro ha pensato bene di ‘ribadire’ il proprio pensiero su Don Ciotti additandolo come “Sbirro”. La frase ‘più lavoro meno sbirri’ mette in risalto un pensiero comune nel Mezzogiorno italiano: con lo Stato non si lavora, con la ‘ndrangheta (camorra o mafia) sì. Ed è per questo che il fenomeno della malavita è difficile, se non impossibile, da debellare. E ne è consapevole anche il vescovo di Locri, Oliva, che in questi giorni sta ospitando proprio Don Ciotti.

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In un’intervista al Corriere della Sera, infatti, ha rivelato: “L’arroganza mafiosa si coglie in ripetuti comportamenti di chi si pone al di sopra della legge. Il mafioso pensa di poter sottoporre tutti alle sue dipendenze. Corrompe toccando vari livelli dell’amministrazione pubblica e trova nella burocrazia un’alleata insuperabile e condiziona molto l’esercizio del ministero sacro:: la ‘ndrangheta vuol far sentire il proprio potere in campo religioso.”

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