di Alessandra Solmi in

Giovanni Veronesi su Asia Argento e Harvey Weinstein: “Io sapevo e mi pento, ma non denunciai”


 

“Io sapevo e mi pento, ma non denunciai”. Ecco cosa ha detto Giovanni Veronesi nel suo monologo su Radio 2 all’interno del programma denominato Non è un paese per giovani parlando della vicenda che vede coinvolti Asia Argento e Harvey Weinstein.

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Giovanni Veronesi all’interno del programma radiofonico Non è un paese per giovani, in merito alla questione riguardante Asia Argento e Harvey Weinstein ha detto: “Io sapevo e mi pento, ma non denunciai“. Nel suo lungo monologo all’interno della puntata del programma di Radio 2 che conduce con Max Cervelli, in onda ogni settimana dal lunedì al venerdì alle 12, ha parlato dell’argomento all’ordine del giorno e delle numerose polemiche che si sono scatenate in merito.

Giovanni Veronesi Asia Argento

Veronesi citando De André ha esordito dicendo: “La gente dà buoni consigli se non può più dare cattivo esempio” ed aggiunto: “Si respira aria di ipocrisia e malafede negli attacchi ad Asia Argento, come fosse una liberazione darle addosso. Credo davvero che la svolta di una società moderna, emancipata, si veda da queste cose e, chiunque cerchi di minare queste consapevolezze acquisite con anni di lotte e sacrifici, non andrebbe considerato o fatto parlare“. In molti, ma anche tante donne, si sono scagliati contro Asia Argento. Fra i tanti anche Vladimir Luxuria che si è resa protagonista di un duro scambio di battute con l’attrice sui social. Veronesi ha poi proseguito dicendo: “Io non sono prettamente un femminista acceso, anzi a volte certe situazioni mi fanno sorridere perché penso che ognuno debba ragionare con la propria testa, ma in questo caso no, qui non esistono schieramenti, qui c’è solo da fare muro e difendere tutte le ragazze che hanno denunciato una brutalità del genere“. Insomma niente distinzioni. Niente diti puntati contro chi ha denunciato il noto produttore e chi denuncia situazioni analoghe nel mondo lavorativo.

Veronesi ha poi proseguito dicendo: “Tra l’altro, illustri colleghi americani hanno confessato di essere sempre stati a conoscenza del fatto. Io stesso, e mi pento, non denunciai ciò che Asia mi rivelò 20 anni fa. Lei era piccola e aveva paura. Se capitasse oggi la trascinerei dai carabinieri per farlo immediatamente. Ma allora, forse inconsciamente, ho avuto paura anch’io“. Una dichiarazione molto forte che sicuramente continuerà a far discutere sull’argomento.  (qui si può ascoltare l’audio integrale del monologo di Giovanni Veronesi a Radio 2)

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