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Giuseppe Conte caso Stamina: il possibile Premier ‘difendeva’ il metodo di Vannoni

Altra gatta da pelare per il possibile Presidente del Consiglio indicato da Luigi Di Maio e Matteo Salvini per quello che è stato definito il Governo del Cambiamento. Giuseppe Conte, docente di diritto privato e avvocato, dopo le accuse mosse dal New York Times – e non solo – su quanto indicato sul proprio curriculum alla voce ‘specializzazioni’, deve difendersi anche da un’altra accusa. Come evidenziato sui social media, infatti, sembrerebbe che Giuseppe Conte, nel 2013, abbia difeso il movimento “Stamina”, ovvero il metodo ideato da Vannoni. 

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Giuseppe Conte e il caso Stamina

Nel 2013, dunque, Giuseppe Conte ha rappresentato la famiglia che si batteva in tribunale perché la figlia, affetta da una grave malattia, potesse essere ‘curata’ con il metodo Stamina, il protocollo a base di staminali ideato da Davide Vannoni ma bocciato prima dall’intera comunità scientifica mondiale e poi dalle inchieste della magistratura italiana. Ma il ruolo di Conte in quella vicenda non sarebbe puramente professionale, se è vero che il professore sarebbe tra i promotori di una fondazione che si batte per la libertà di cura.

Giuseppe Conte scelto da Di Maio

Eppure, Luigi Di Maio è convinto della propria scelta. “Oltre ad essere un professionista di altissimo profilo – ha detto ieri di lui il capo politico del Movimento 5 Stelle – Conte è una persona che viene dalla periferia, è cresciuto a San Giovanni Rotondo, si è fatto da solo. Si è battuto non solo per un rigore dal punto di vista legale ma anche dal punto di vista morale. È uno tosto.”

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