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Governo 2018, accordo M5S – Pd? Martina chiude a Di Maio, ma c’è chi vuole il ritorno di Renzi

È destinata a far discutere l’intervista a Repubblica di Luigi Di Maio, che chiede ai dem di “deporre l’ascia di guerra”. Ed è destinata a portare in primo piano la questione dei rapporti tra M5s e democratici. Forse ad agitare le acque al Nazareno. Tra le reazioni c’è chi chiude la porta e chi registra qualche passo avanti. Chi invita alla riflessione, come il segretario reggente Maurizio Martina, e chi addirittura studia una nuova mossa tattica: far ritirare le dimissioni a Matteo Renzi e sedersi al tavolo per trattare.

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Accordo M5S – Pd, Maurizio Martina: “Ok autocritica, ma non basta”

L’autocritica nei toni è apprezzabile, l’ambiguità politica rimane evidente – dice il segretario reggente, Maurizio Martina – noi continuiamo a pensare che la differenza la fanno i contenuti e sui contenuti abbiamo presentato anche al Quirinale il nostro percorso e la nostra agenda fondamentale per il Paese. Noi ripartiamo dai temi sociali, dall’occupazione, dal lavoro dalle grandi questioni europee, da temi delicati come il governo dei fenomeni migratori. Da questo punto di vista non vedo grandi novità. Quel che è certo è che centrodestra e M5s devono dire chiaramente cosa intendono fare. Il tempo dell’ambiguità è finito”. Quindi, precisa Martina, la linea politica non cambia. Per Di Maio questo è un importante passo in avanti.

Accordo M5S – Pd, Franceschini apre a Di Maio

Nel Pd, più possibilista il ministro della cultura, Dario Franceschini: “Di fronte alla novità dell’intervista, serve riflettere e tenere unito il Pd nella risposta. L’opposto di quanto sta accadendo”. Franceschini evoca risposte di diverso segno all’offerta di Di Maio. E in effetti di tono diverso sono le parole dell’ex segretario Pd, Matteo Renzi: “Nessuna svolta nei rapporti con i 5 Stelle”, dice. E il renzianissimo capogruppo al Senato, Andrea Marcucci, rincara la dose sui social: “Gli appelli di Di Maio sono imbarazzanti per le sue patetiche giravolte”. Sulla stessa linea Matteo Orfini, che in un tweet definisce “strumentale” l’invito al dialogo di Di Maio. “Siamo alternativi al M5s per cultura politica, programmi e visione sul futuro del Paese. Non sarà certo un appello strumentale a cancellare tutto questo. Parleremo con chi riceverà l’incarico e daremo il nostro contributo da forza di minoranza parlamentare”

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