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Governo 2018, Beppe Grillo intervista a La Repubblica: “Finita l’epoca del vaffa, non inizia quella degli inciuci”

In vista di una formazione di Governo 2018, Beppe Grillo in una lunga intervista a La Repubblica non usa mezzi termini e spiega: “Adesso la responsabilità di tutti è dare all’Italia una visione per i prossimi vent’anni. Governare è affrontare il futuro con chi condivide una visione, non dividere le poltrone e poi scoprire di non avere una visione, tantomeno comune”. Il garante del Movimento 5 Stelle osserva: “La specie che sopravvive, anche in politica, non è la più forte, ma quella che si adatta meglio. Noi siamo un po’ democristiani, un po’ di destra, un po’ di sinistra, un po’ di centro. Possiamo adattarci a qualsiasi cosa. A patto che si affermino le nostre idee”. Tuttavia, sottolinea, “non assisterete a una mutazione genetica del movimento. L’epoca del vaffa è finita, ma quella degli inciuci non comincerà”.

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Governo 2018, Beppe Grillo a La Repubblica: “Guardiamo al futuro, ai prossimi 20 anni”

“L’Italia ora deve riconquistare una visione lunga, a vent’anni. La sfida è cambiare il sistema culturale, il modo di pensare”, aggiunge Beppe Grillo, cofondatore del M5S, secondo cui “dopo quello è successo, è tempo di uscire in mare aperto e di rovesciare gli schemi”. Sulle preoccupazioni di alcuni leader Ue, “l’Europa deve rimettersi insieme, ma in modo nuovo. Il problema non è lo spazio comune, ma il modo in cui viene interpretato. In ogni caso – assicura Grillo – non vedo ragioni per gli allarmi. Vi sembra che quella attuale sia una Europa difendibile, vicina alle persone? Parla dell’Italia e non vede il mondo”.

Governo 2018, Beppe Grillo e il suo ruolo interno al Movimento 5 Stelle

In merito al suo ruolo, “io non capisco più cosa è vero e cosa finto, se sono ancora il padre spirituale di un movimento oppure no. Non mollo, ma adesso un capo politico c’è e certe risposte deve darle lui”, dichiara Grillo. “Sono come una prostituta in una città senza marciapiedi: non so dove collocarmi”. In ogni caso, conclude, “continuerò a essere la voce di chi fatica ad andare avanti e dei militanti che lottano per cambiare l’Italia, l’Europa e il mondo. E terrò gli occhi aperti su tutto, anche su di noi”.

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