in

Governo 2018, Brunetta provoca: “Vedrei bene Renzi e Berlusconi al centrodestra, Salvini ci sta escludendo e sta sbagliando”

Renato Brunetta, capogruppo uscente dei deputati di Forza Italia e ospite di Circo Massimo su Radio Capital condotto da Massimo Giannini e Jean Paul Bellotto, nella giornata odierna propone una ricetta a suo dire perfetta per uscire dallo stallo di formazione del Governo 2018: “Una presidenza delle Camere al Pd per ottenere dai Dem un appoggio esterno a un governo di centrodestra.” Matteo Salvini, però, come noto non è d’accordo e cederà una Presidenza al Movimento 5 Stelle. E di questo, Brunetta, si dice ampiamente dispiaciuto: “Queste elezioni le ha vinte il centrodestra unito, ossia la coalizione. E Salvini ha ragione quando dice che bisogna rispettare le scelte degli elettori. Ma il soggetto è il centrodestra, che potrebbe decidere anche di dare una presidenza al Pd nell’ottica di un eventuale appoggio esterno. La presidenza delle Camere deve essere data anche a chi si fa carico della governabilità del Paese.”

Leggi anche: Salvini vuole andare al Governo, ecco come

Governo 2018, Brunetta e la leadership a Salvini

Brunetta si dice dispiaciuto che “Forza Italia abbia dovuto cedere la leadership” a Salvini, ma “con una dozzina di parlamentari in meno rispetto alla Lega non si può certo dire che abbiamo perso le elezioni”. E rivolto ancora al Pd, conclude: “Il Partito democratico all’opposizione? Non è mica una tragedia, è il sale della democrazia: c’è chi vince e c’è chi perde, noi siamo stati all’opposizione per quasi tutta la legislatura che si sta per chiudere”.

Governo 2018, Brunetta e la provocazione “Renzusconi”

Brunetta vedrebbe bene Matteo Renzi e Silvio Berlusconi insieme “nel centrodestra allargato”. E precisa: “Renzi aveva avuto l’idea del partito della nazione. Penso che si possa fare, ma avendo come perno il centrodestra. Come Renzi aveva aperto le porte a Forza Italia e a una parte del centrodestra, così noi possiamo aprire le porte a lui”. Per l’esponente azzurro, infatti, un matrimonio tra M5S e Lega sarebbe “molto, molto difficile dal punto di vista politico, programmatico, delle singole basi. Una Lega votata soprattutto al Nord che si allea con un partito votato soprattutto al Sud non mi sembra un’opzione percorribile”.

Direzione Pd oggi 12 marzo 2018, chi per il dopo – Renzi? Al Nazareno voleranno “gli stracci”

Governo 2018, Berlusconi apre al Pd: “Nuove elezioni sono un rischio per la democrazia. Accordo Lega – M5S? Lo escludo”