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Governo 2018, come funziona la votazione del Presidente della Camera e del Presidente del Senato?

Il Governo 2018, con la XVIII Legislatura, prende il via oggi 23 marzo. Uno dei momenti topici dell’iter per la creazione del nuovo Governo è la nomina del Presidente della Camera e del Presidente del Senato. Al momento, in Italia, dopo le elezioni politiche del 4 marzo 2018, c’è grande stallo in tal senso. Tutto sembrava destinato a un accordo Movimento 5 Stelle – Lega, ma nelle ultime ore il piatto sembra saltato con Dem e Forza Italia che cercano di “portare” uno dei loro esponenti nelle poltrone che fino a qualche mese fa sono state di Boldrini e Grasso. Ma come si elegge il Presidente della Camera? Come si elegge il Presidente del Senato? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

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Come si elegge il Presidente della Camera

Come si elegge il Presidente della Camera? Nella prima votazione è richiesta la maggioranza dei due terzi dei componenti l’Assemblea (comprese nel computo le schede bianche), ovvero 420 voti. Per il secondo e terzo scrutinio il regolamento di Montecitorio prescrive che il quorum si abbassi ai due terzi dei votanti, contando anche le schede bianche. Si prevede che i primi tre scrutini si terranno tutti nella giornata di venerdì. Per gli eventuali scrutini successivi, da sabato, è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti, contando pure in questo caso anche le schede bianche. Ciascun deputato esprime il proprio voto nella scheda all’interno di cabine allestite tra il banco della presidenza e quello del governo e la deposita in un’urna. Lo spoglio delle schede è pubblico ed avviene in Aula. Nel caso in cui fossero necessari più scrutini per eleggere il presidente, la seduta potrebbe protrarsi per più di una giornata; in ogni caso, formalmente si tratta di una seduta unica. Nelle ultime sei legislature il presidente è stato eletto il giorno successivo all’inizio della seduta (quarto scrutinio).

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Come si elegge il Presidente del Senato

Come si elegge il Presidente del Senato? A Palazzo Madama la votazione avviene a scrutinio segreto, ma il meccanismo assicura comunque l’elezione del presidente entro la quarta votazione. Al primo scrutinio è eletto chi raggiunge la maggioranza assoluta dei voti dei componenti del Senato, che è pari a 161 voti. Qualora non si raggiunga questa maggioranza neanche con un secondo scrutinio, si procede, nel giorno successivo, ad una terza votazione nella quale basta la maggioranza assoluta dei voti dei presenti, computando tra i voti anche le schede bianche. Se nella terza votazione nessuno ha riportato detta maggioranza, il Senato procede nello stesso giorno ad un ballottaggio fra i due candidati che hanno ottenuto nel precedente scrutinio il maggior numero di voti e viene proclamato eletto quello che consegue la maggioranza, anche se relativa. A parità di voti, viene eletto il più anziano di età. Pure a Palazzo Madama lo spoglio delle schede votate è pubblico e avviene in Aula.

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