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Governo 2018 consultazioni, oggi secondo giorno e Di Maio annuncia: “Spero di incontrare Pd e Lega”

Secondo giorno di consultazioni per la formazione del Governo 2018. Sergio Mattarella, dopo aver incontrato i Presidenti di Camera e Senato, Giorgio Napolitano e altri nella giornata di ieri, mercoledì 4 aprile 2018, oggi incontrerà tutte le maggiori forze politiche. Ma si va verso la fumata nera, almeno al primo giro. Le consultazioni per la formazione del Governo 2018 potrebbero durare più a lungo di quanto previsto anche perché l’accordo sembra mancare. Ed è Luigi Di Maio, capo del Movimento 5 Stelle, a chiedere un incontro alle altre forze politiche quali Lega e Partito Democratico. Mentre chiude definitivamente la porta in faccia a Forza Italia…

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Consultazioni Governo 2018: gli incontri di oggi

Ecco quali sono gli incontri di oggi in programma al Quirinale con il Capo dello Stato, Sergio Mattarella. Si comincia con il Pd alle 10: a colloquio con il capo dello Stato i capigruppo Andrea Marcucci e Graziano Delrio, il segretario Maurizio Martina e il presidente del partito Matteo Orfini. Alle 11 tocca a Forza Italia con una delegazione a tre: le capigruppo Anna Maria Bernini e Mariastella Gelmini e il presidente Silvio Berlusconi, senza Antonio Tajani (“Io do una mano al partito ma non andrò al Colle”, ha spiegato il presidente dell’Europarlamento). Alle ore 12 dopo spazio all’altro pezzo del centrodestra, la Lega: Matteo Salvini sarà al Quirinale con i presidenti dei gruppi Giancarlo Giorgetti e Gian Marco Centinaio. L’ultima parola al Movimento 5 Stelle attesi alle 16.30 con Luigi Di Maio e i capigruppo Danilo Toninelli e Giulia Grillo.

Consultazioni Governo 2018, Di Maio su Facebook: “Incontro Pd e Lega, spero presto”

“Spero di incontrare presto i leader del Pd e della Lega. Quello che offriamo non è un inciucio ma un contratto alla tedesca”, scrive Di Maio su Facebook. Poi si rivolge, nel dettaglio, ai due partiti: “La Lega è la forza politica che ha preso più voti all’interno di una coalizione di centrodestra che di fatto non esiste, e che alle elezioni si è presentata con tre programmi e tre candidati premier differenti. Deve decidere da che parte stare: se contribuire al cambiamento o se invece rimanere ancorata al passato e a Silvio Berlusconi, un uomo che ha già avuto la possibilità di cambiare l’Italia e non lo ha fatto”. Quanto al Pd, il capo politico del Movimento 5 Stelle torna all’attacco di Renzi: “Anche il Pd è chiamato a scegliere. Scegliere se seguire la linea di Renzi, che per fare un dispetto al Movimento 5 Stelle vuole lavarsene le mani dei problemi del Paese, o la linea di chi invece vuole contribuire a lavorare per i cittadini. Il Pd ha l’opportunità di non ignorare il messaggio arrivato dagli elettori, che hanno chiaramente bocciato le loro politiche e la legge elettorale che porta la loro firma.”.

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