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Governo 2018, Di Maio ‘chiama’ Salvini e lo invita a lasciare Berlusconi: “Con lui nessun cambiamento”

Continua la trattativa, diventata quasi estenuante, tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini: il leader del Movimento 5 Stelle e del Carroccio si stuzzicano a distanza, si provocano, ma alla fine sono consapevoli di aver bisogno l’uno dell’altro per poter arrivare a Palazzo Chigi. E mentre Salvini, nella giornata di ieri, si è intrattenuto ad Arcore con le altre forze politiche del centrodestra, quali Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi, Luigi Di Maio ha utilizzato i social come Facebook per stuzzicare ancora una volta il rivale politico. “Capisco che Salvini abbia difficoltà a sganciarsi da Berlusconi, ma da Arcore non può partire nessuna proposta di cambiamento” è il commento del capo del Movimento 5 Stelle che non lascia spazio a interpretazioni: no al Cavaliere.

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Governo 2018, Di Maio invita Salvini al dialogo

Quello proposto da Salvini è “Un governo di cambiamento ma solo un governo-ammucchiata. Per noi questo film non esiste”. Luigi Di Maio, capo politico del Movimento 5 Stelle si rivolge direttamente a Matteo Salvini parlando a una iniziativa del partito in vista delle elezioni regionali della Valle D’Aosta in programma il 20 maggio. “Non è un governo di cambiamento che immaginiamo quello che chiede Salvini, cioè un governo ammucchiata con dentro Meloni, Salvini, Berlusconi e il M5S – aggiunge durante una diretta Fb, Luigi Di Maio -. Questa è la sua idea, non può essere la nostra. Se stanno immaginando questo film per noi non esiste perché il nostro obiettivo è mandare avanti le lancette, non mandarle indietro.”

Governo 2018, Di Maio strizza l’occhio al Pd

Il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, rispondendo ai giornalisti, dice che “al momento non sono in programma” incontri con Salvini né con Maurizio Martina, segretario reggente del Partito democratico. Ma ribadisce il concetto che i suoi sono in attesa di risposte: “Abbiamo registrato le parole del segretario reggente Martina – dice a proposito del Pd – e penso siano un passo avanti e aspettiamo evoluzioni interne”. Quanto alla Lega, dice invece, “se è interessata al cambiamento vengano al tavolo e mettiamoci al lavoro per l’Italia”.

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