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Governo 2018, il programma Lavoro del Movimento 5 Stelle: ecco i punti cardine

In vista di un Governo 2018 a tinte 5 Stelle, la squadra guidata da Luigi Di Maio continua a svolgere il proprio lavoro. E nella giornata di ieri, sul blog del Movimento 5 Stelle, è tornato a parlare il possibile Ministro del Lavoro, Tridico – presentato nelle scorse settimane in occasione della convention romana -, che ha sottolineato alcuni punti focali delle riforme del lavoro che potrebbero essere attuate.  In quest’ottica “il primo passo sarà la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, in modo da aumentare l’occupazione e di incentivare la riorganizzazione produttiva delle imprese”. Un esperimento, in tal senso, è partito nelle settimane scorse in Germania, dove nel Baden-Wurttemberg (la regione che ospita gli impianti di Porsche e e Daimler), i sindacati hanno firmato un’accordo con le imprese che introduce la settimana di lavoro di 28 ore su base volontaria.

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Movimento 5 Stelle programma lavoro: garantire salario minimo

Sul blog del Movimento 5 Stelle, Tridico ribadisce la necessità del “salario orario minimo” per “salvaguardare quelle categorie di lavoratori non coperte da contrattazione nazionale collettiva”. Nel suo ‘programma’ da ipotetico ministro ci sono anche la lotta a “sfruttamento e precarietà” con l’obiettivo di sradicarli. Le misure, per Tridico, vanno inquadrate in un insieme che parte dal reddito di cittadinanza e che punta inoltre sugli “investimenti produttivi dello Stato nei settori a più alto ritorno occupazionale”. Ci sarà poi un “Patto di Produttività” tra lavoratori, governo e imprese “al fine di rilanciare salari, produttività e investimenti, soprattutto in quei settori in cui decideremo di intervenire selettivamente con la riduzione del cuneo fiscale”. Bisogna evitare “che il minor costo del lavoro porti le imprese ad ignorare gli investimenti ‘capital intensive’ in settori ad alto contenuto tecnologico, come accaduto in questi anni tramite i circa 23 miliardi di sgravi fiscali sulle nuove assunzioni regalati dal Jobs Act”.

Movimento 5 Stelle programma lavoro: Reddito di Cittadinanza

L’esponente del Movimento 5 Stelle, Tridico, sostiene inoltre che “il reddito di cittadinanza possa essere finanziato attraverso maggior deficit in termini assoluti ma senza aumentare il rapporto deficit/Pil e senza sforare la soglia del 3%”. La ricetta del Ministro del Lavoro in Pectore del Movimento 5 Stelle è la seguente per quanto concerne le riforme del lavoro:  “grazie alla nostra misura almeno 1 milione di persone che attualmente non cercano lavoro ma sarebbero disponibili a lavorare (i cosiddetti ‘inattivì e scoraggiati) verranno spinti alla ricerca del lavoro attraverso l’iscrizione ai Centri per l’Impiego e andranno così ad aumentare il tasso di partecipazione della forza lavoro. Questo ci permetterà di rivedere al rialzo l’output gap, cioè la distanza tra il Pil potenziale dell’Italia e quello effettivo, perché 1 milione di potenziali lavoratori saranno di nuovo conteggiati nelle statistiche Istat. Se aumenta il Pil potenziale possiamo mantenere lo stesso rapporto deficit/Pil potenziale, cioè il cosiddetto ‘deficit strutturale’.”

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