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Governo 2018, la posizione del Pd e delle minoranze dopo le consultazioni: “Basta tatticismi”

La seconda tornata di consultazioni del Governo 2018 non dà esito positivo. Situazione di stallo tra Lega e Movimento 5 Stelle: colpa di Silvio Berlusconi. Ma il Partito Democratico non ci sta: il segretario reggente, Maurizio Martina, chiede di mettere da parte i tatticismi politici e dare all’Italia un Governo operativo. Il Partito Democratico opererà un ruolo di minoranza e non di opposizione, almeno stando a quanto riportato da Maurizio Martina dopo le consultazioni con il Capo dello Stato, Sergio Mattarella.

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Governo 2018, la posizione di Maurizio Martina

Martina è rimasto molto duro nei confronti di Salvini e Di Maio: al primo ha attribuito il progetto di voler “ribaltare” il quadro delle alleanze internazionali del nostro Paese. Cosi come il “balletto di personalismi, tatticismi, polemiche” con Di Maio, “veti e tira e molla, tanto più insopportabili se sostengono di aver vinto”. Ma con un “doppio binario”, litigano e allo stesso tempo “si spartiscono tutti gli incarichi parlamentari, non lasciando spazio ad una nostra corresponsabilità, il che è inaccettabile”, ha detto Martina. In ogni caso, ha confermato il leader del Pd, tocca ai partiti che hanno vinto presentare una proposta. “Noi saremo responsabili e rispettosi delle indicazioni del presidente Mattarella”.

Governo 2018, la posizione delle minoranze

All’uscita dalla stanza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, è stato l’ex presidente del Senato Piero Grasso a prendere la parola per Leu: “Al presidente Mattarella abbiamo ribadito la nostra posizione: bisogna uscire dai personalismi e cominciare a trattare i temi più urgenti del Paese: la tutela del lavoro e la lotta alla povertà, il welfare e i diritti civili. Quanto all’economia aspettiamo la presentazione del Def. Su questi punti siamo disponibili a ogni confronto e dialogo”. Il gruppo Autonomie, invece, spiega come “Non ci vuole molta fantasia – ha detto ai giornalisti la senatrice Juliane Unterberger – per immaginare le preoccupazioni del capo dello Stato per l’escalation militare e le reazioni delle forze politiche italiane. Abbiamo detto al presidente della Repubblica che serve presto un governo nella pienezza delle sue funzioni. Ancorato all’Europa”.

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