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Governo 2018, la posizione del Pd ribadita da Maurizio Martina a La Repubblica: “Ci chiami Di Maio”

La posizione del Partito Democratico non cambia e il segretario reggente, Maurizio Martina, non cambia il disco delle ultime settimane: “Il Pd lavorerà all’opposizione. Gli elettori italiani hanno stabilito questo e li accontenteremo.” Martina, al contempo, spiega come la politica non si debba fare con il risentimento: “Il Movimento 5 Stelle ci ha detto di tutto in passato – spiega l’attuale segretario del Pd – ma noi dobbiamo sfidarli sul terreno su cui hanno preso i voti e domandarci i motivi del cambiamento.”

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Maurizio Martina a La Repubblica: “Renzi non capro espiatorio”

In vista del’assemblea nazionale di aprile nella quale si deciderà se eleggerlo segretario del Partito Democratico, Maurizio Martina precisa: “Ci sarò con qualunque ruolo. Voglio solo dare una mano. Chiedo unità, offro unità. La collegialità deve tornare a essere un valore” e “credo davvero che dopo questa sconfitta storica il Pd possa ripartire. Servirà un grande cambio di fase e nuove idee, anzi un vero rovesciamento delle idee guida che ci hanno condotto fin qui. Serviranno umiltà e audacia. Ma soprattutto questo è il tempo dell’orgoglio”. Matteo Renzi non deve essere capro espiatorio per Martina: “Abbiamo commesso sicuramente più di un errore, da Renzi in giù, tutti. Ma attenzione a cercare capri espiatori, senza Renzi l’argine del Pd sarebbe crollato con quattro anni di anticipo e oggi più di ieri non basta un nuovo leader per voltare pagina”. Per Maurizio Martina, inoltre, serve: “Un Partito Democratico che fa progetti di comunità, che mobilita su obiettivi che cambiano la vita quotidiana delle persone”.

Maurizio Martina a La Repubblica: “Ci chiami Di Maio”

“Quando Di Maio si stupisce che nessuno lo abbia chiamato, gli dico: sei il leader che ha vinto, chiama tu. Ci sfidiamo su un confronto di merito e, per come la penso io, vediamo perché no. Il 4 marzo ci ha consegnato a una funzione chiara: stare all’opposizione. Il punto è che i 5 Stelle sono entrati nella dimensione dell’ipertattica”. E per la partita delle presidenze della Camera, Maurio Martina precisa: “Chiediamo figure autorevoli, non è poco. I rappresentanti M5S che io e Guerini abbiamo incontrato oggi non facevano che ripetere ‘I cittadini chiedono, i cittadini dicono…’. Però mi pare che il gioco di palazzo, per ora, sia tutto loro”.

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