in

Governo 2018 mandato esplorativo: le posizioni politiche dei principali partiti dopo la nomina della Casellati

Governo 2018 mandato esplorativo. In mattinata, dopo aver ricevuto il compito di verificare l’esistenza di una maggioranza parlamentare tra i partiti della coalizione di centrodestra e il Movimento cinque stelle, Casellati è andata alla Camera per incontrare il presidente Roberto Fico e, successivamente, ha visto il premier Gentiloni a palazzo Chigi. Infine è tornata a Palazzo Madama dove “in tempi brevi” si svolgeranno gli incontri con i vari partiti per consentire di riferire entro venerdì al capo dello Stato. Luigi Di Maio, ribadisce la propria posizione sui social: “Questa per noi è un’occasione preziosa per fare chiarezza anche perché l’Italia non può più aspettare. Alla presidente del Senato esporremo le nostre posizioni e le nostre proposte coerentemente con quanto abbiamo già affermato negli ultimi giorni”, afferma, in un video su Facebook, Luigi Di Maio.

Leggi anche: Governo 2018 tutto quello che c’è da sapere 

Governo 2018 mandato esplorativo: ok della Lega per la Casellati

Soddisfatta per l’incarico a Casellati la Lega: “Per la Lega è positivo l’incarico alla presidente Casellati perché il perimetro di un governo di centrodesrera-5 stelle è esattamente quello deciso dal popolo italiano. La Lega è pronta a governare anche oggi, basta che gli altri smettano di litigare”, si legge in una nota. Insistere sui veti, però, rischia di prolungare la partita per la formazione del governo: quello affidato a Casellati, sostiene il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia “è un mandato esplorativo con dei limiti ben definiti, quelli di vedere se si trova un accordo, se c’è una maggioranza fra Centrodestra e Movimento 5 Stelle. Il presidente Casellati è una persona in gambissima, la conosco da molto, è in grado di capire se si potrà chiudere questa partita. Immagino che se continueranno ad esserci veti è una partita che non si chiuderà mai”.

Governo 2018 mandato esplorativo: la posizione del Movimento 5 Stelle

Vito Crimi respinge l’ipotesi di un presidente del Consiglio che non sia Di Maio: “Fico premier avrebbe il sì del M5s? Lo scenario è Luigi Di Maio premier, non ci sono subordinate”. A Crimi fa eco Danilo Toninelli, capogruppo M5s al Senato, parlando ai microfoni di 6 su Radio 1, che rifiuta l’ipotesi di un governo senza Di Maio premier: “Lo escludo categoricamente, non perché vogliamo posizionare Luigi Di Maio lì, ma perché sono state 11 milioni di persone ad averlo scelto. Ci siamo presentati agli elettori con un programma netto, una squadra di governo e un candidato premier. Siamo stati votati anche per questo. Come facciamo a dire a queste persone che abbiamo cambiato idea, che scegliamo una figura terza che non è uno eletto, che è uno che non ha preso un voto? L’unico che garantisce l’attuazione del nostro programma e di un eventuale contratto di governo è Luigi Di Maio”. Non sussiste neanche l’ipotesi Fico. “Il mandato esplorativo dato ai presidenti delle Camere è un incarico di natura istituzionale per vedere se si ha una maggioranza cui assegnare un presidente del Consiglio dei ministri”. In merito, poi, alla possibilità di un’alleanza con il Pd, Toninelli aggiunge: “Ci siamo rivolti alla Lega e al Pd perché si può fare una convergenza, però vogliamo che il Pd ci risponda. Siamo noi che abbiamo preso l’iniziativa già da settimane per un contratto di governo. Nel frattempo, un comitato scientifico creato da Di Maio di docenti universitari terzi, non nostri, sta facendo un’analisi sulle convergenze giuridiche dei programmi nostri con quello della Lega e del Pd, un lavoro preparatorio al contratto di governo”.

Governo 2018 mandato esplorativo: la posizione del Partito Democratico

Con il Partito Democratico, tre punti di profonda divergenza con il Movimento 5 Stelle, sottolinea il senatore Pd Dario Parrini: “Allargamento del reddito di inclusione, assegno universale per le famiglie con figli, salario minimo e riduzione degli oneri contributivi nelle buste paga. Le tre priorità per il Paese indicate ieri da Martina e che sottoporremo alla presidente incaricata Casellati, stanno da tempo nei nostri programmi e vanno portate avanti con forza. Il nostro programma è totalmente incompatibile – sottolinea il parlamentare dem – con sparate propagandistiche come il reddito di cittadinanza e l’abolizione della Fornero. Riaffermare le ragioni del riformismo contro quelle della demagogia è un dovere”. “Toninelli sa benissimo che il forno con il Pd è chiuso, anzi non è mai stato aperto”, insiste il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci. “Forse il M5S intende rinunciare al reddito di cittadinanza – si chiede il parlamentare dem-. Toninelli crede ancora che gli 80 euro e 18 app siano stati una mancetta? E sul jobs act i 5 stelle hanno cambiato idea? E infine come mai il capogruppo 5 stelle solo una settimana fa ha chiesto di non mettere all’ordine del giorno della commissione speciale la riforma carceraria voluta da Gentiloni?”. Secondo Marcucciora Di Maio e Toninelli devono smetterla con i balletti inconcludenti e cominciare a dire chiaramente alla Presidente incaricata Casellati se sono in grado di formare un governo ed una maggioranza con il centrodestra. Il Paese non può più aspettare i loro vecchi riti da Prima repubblica”.

Governo 2018 mandato esplorativo, Casellati dovrà verificare maggioranza centrodestra – M5S

buoninconti cassazione

Elena Ceste news: “Michele Buoninconti vittima processo mediatico”, parla criminologa difesa