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Governo 2018, resiste l’accordo Lega – Movimento 5 Stelle: eletto Molteni, il Pd fuori da incarichi

Continuano le trattative per la realizzazione del Governo 2018. Mentre al Quirinale è iniziato il primo giro di consultazioni si conferma l’asse M5s-Lega anche sulla commissione speciale alla Camera dove tutte le cariche vengono divise tra Carroccio, pentastellati ed Fi. Nicola Molteni, deputato della Lega, è stato eletto presidente con 27 voti. In commissione, il Movimento ha 14 componenti, la Lega 8, 7 FI, 2 Fratelli d’Italia. Il Pd, 7 componenti, ha votato scheda bianca. In totale le schede bianche sarebbero 9. In commissione siedono anche un deputato di LeU e uno del Misto.

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Governo 2018 accordo Lega – Movimento 5 Stelle: Pd fuori da incarichi

Vanno tutte a Lega, Movimento 5 Stelle e Forza Italia le cariche all’interno dell’ufficio di presidenza della commissione Speciale della Camera. Andrea Mandelli (FI) e Giorgio Trizzino (M5S) eletti vicepresidenti rispettivamente con 15 e 14 voti, mentre i segretari sono Vittorio Ferraresi (M5S) e Paolo Russo (FI). La Lega esprime il presidente, Nicola Molteni. Nessun incarico nell’ufficio di presidenza al Pd. Per il capogruppo dei DEM al Senato Andrea Marcucci l’elezione di Nicola Molteni alla guida della commissione speciale della Camera dimostra che la maggioranza parlamentare M5S-centrodestra “è di fatto già politica”. “L’elezione di Molteni – continua in una nota – completa la spartizione totale dei posti istituzionali di Camera e Senato operata dal M5S e dal centrodestra. Sono andati avanti con la ruspa, estromettendo la minoranza ovunque. Questa maggioranza parlamentare è di fatto già politica”

Accordo Lega – Movimento 5 Stelle: il pensiero di Salvini

Così il leader della Lega, sta pensando di accelerare. In primo luogo punta a chiudere un accordo con i 5stelle, stringendo i tempi. Magari rischiando lo strappo con il Cav. “Un’operazione del genere nei fatti – osserva un Gianni Letta preoccupato secondo quanto riporta Il Giornale – equivarrebbe ad un tradimento”. Non per nulla ieri proprio Di Maio, parlando con i suoi, ha messo la parola fine alle trattative con il Pd: «Ormai c’è solo Salvini». Se l’intesa con i grillini non ci fosse, ma solo in quel caso, allora il leader della Lega punterebbe a rastrellare voti in Parlamento, cioè l’ipotesi più gradita al Cav e alla Meloni.

 

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