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Governo 2018, Salvini attacca: “Non ci hanno votato per favorire Renzi, con Forza Italia? Ci vedremo”

Summit del centrodestra in arrivo per la formazione del Governo 2018. Questa sera Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini si incontreranno a Roma, con ogni probabilità a Palazzo Grazioli. Il leader leghista rientrerà in anticipo da Strasburgo per fare il primo punto dopo le elezioni con gli alleati di (possibile) governo. Parecchio ci sarà da discutere perché le posizioni, e le strategie, sembrano lontane. Con Silvio Berlusconi che apre al Partito Democratico e Salvini che, dal canto suo, si dice non intenzionato a stringere accordi con nessuno.

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Governo 2018, Salvini: “Non ci hanno votato per favorire Renzi”

“Gli italiani non ci hanno votato per riportare Renzi al governo, e neanche Gentiloni”: così il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano del messaggio al Pd rivolto da Silvio Berlusconi in una intervista alla Stampa, in vista della formazione del nuovo governo. Salvini si è fermato brevemente coi giornalisti in via Bellerio, al termine della riunione del Consiglio Federale. E a chi gli chiedeva se con gli alleati del centrodestra sulle presidenze delle Camere ha replicato: “No, con Forza Italia ci vedremo già questa settimana”.  Matteo Salvini lo dice e lo ripete, in pubblico e in privato: mai e poi mai ci sarà un governo con l’appoggio della Lega meno che nitido nella sua fisionomia. Di più: “Non andremo mai al governo se non potremo fare quello che vogliamo realizzare: cancellare la legge Fornero, controllare l’immigrazione clandestina e ridiscutere i trattati europei”

Governo 2018, Salvini al consiglio federale leghista: ecco come è andata

Ieri intanto, Salvini ha riunito il consiglio federale leghista. Il leader è stato descritto come «ecumenico» e pochissimo propenso ad alimentare polemiche interne. E infatti si è limitato a espellere Zoraide Chiozzini, la militante mantovana che aveva presentato ricorso contro la vittoria di Salvini al congresso del maggio scorso. Inoltre, ha prorogato il tesseramento fino al 30 giugno. Le nuove tessere per ora le vedranno soltanto i militanti del CentroSud: per quelli delle tradizionali regioni leghiste ci sarà solo un adesivo da applicare sulla tessera 2017. Via libera, invece, al cambio di nome dei Giovani Padani, contro cui si è scagliato con grande veemenza Umberto Bossi.

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